Così Giuseppe Boschini, consigliere regionale PD e Presidente della Commissione di inchiesta regionale sugli affidi ai minori, risponde alla nostra prima domanda in merito alle critiche di metodo e di merito avanzate dall'opposizione all'Ufficio di Presidenza della commissione rispetto alla decisione di indirre una conferenza stampa istituzionale sui lavori e sui risultati della Commissione, ancora prima che questa abbia terminato il ciclo di audizioni e alla sua conclusione.
'Non abbiamo presentato la chiusura della commissione, perché questa lavorerà ancora due settimane e terminerà ufficialmente di fatto con la fine della legislatura quando intorno al 20 novembre presenteremo la relazione finale in una assemblea pubblica e in consiglio regionale, dove potrà svilupparsi un ampia discussione di merito e dove tutti potranno potranno esprimersi anche criticamente'
Le hanno contestato la negazione di un sistema Bibbiano, lo conferma?
'Quando ci viene chiesto se in Val D'Enza c'era un sistema io rispondo che ad oggi, dalle evidenze che abbiamo, che non sono le stesse delle indagini della magistratura, emerge che non c'è un sistema criminale organizzato ma ci possono essere dei fatti anche gravi a danno di famiglie e di minori che noi non escludiamo assolutamente; fatti che la magistratura dovrà terminare di accertare. Noi possiamo valutare le procedure amministrative, i dati. Possiamo, come abbiamo detto, anche evidenziare come alcuni dati della Val D'Enza fossero superiori alla media regionale dal punto di vista delle procedure'
Pensando al dopo, ci sono già dei punti sui quali la Regione potrebbe agire per migliorare il sistema affidi e prevenire che fatti e procedure del genere possano ripetersi?
'Abbiamo detto che sicuramente dobbiamo rinforzare alcune barriere, per lasciare meno solo gli operatori. Non solo perché svolgono un lavoro delicato, e tutti devono contribuire a questo lavoro, ma anche perché è giusto che chi interviene sulla famiglia con l'assistente sociale abbia un supervisore.
Gianni Galeotti



