Il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, è intervenuto oggi sulle pagine del Carlino per commentare la situzione di degrado in cui versano alcuni quartieri cittadini, denunciata dalla Lega Nord e documentata ieri da La Pressa (Stazione dei treni, viaggio nel degrado).
L'occasione diventa il pretesto per riaffermare ancora una volta che chi si oppone allo 'sviluppo sostenibile' è di fatto responsabile del declino e del degrado in città. Le parole sembrano fare riferimento allo scontro in essere tra l' Amministrazione e i cittadini che sono contrari all'edificazione prevista di 550 nuovi alloggi nel comparto Vaciglio-Morane.
Il Sindaco: 'Io credo che sia mio dovere promuovere non la ‘Modena dei sogni’, anche se spesso questa città e chi la abita hanno dimostrato che qui i sogni si concretizzano e diventano realtà e bellezza, amate nel mondo e invidiate dal mondo, ma la Modena dello sviluppo sostenibile, contro coloro che in buona o cattiva fede la vorrebbero ferma e ingessata. Le alternative allo sviluppo sono il declino e il degrado e senza sviluppo le denunce di degrado sono destinate a cadere nel vuoto. Passare dai progetti alla realtà non è facile, ma lo stiamo facendo. I tempi e le procedure a volte sono
logoranti, ma stiamo procedendo passo dopo passo, dalla rotonda San Cataldo al Sigonio, dalla Casa delle Donne all’Amcm, dal casello di Modena Nord alla riqualificazione della periferia nord della città.D’altra parte io non ho mai negato il problema della sicurezza. Anzi, l’ho messo al primo posto e ho agito e sto agendo di conseguenza, con l’aumento del personale della Polizia Municipale, le telecamere, i controlli puntuali delle situazioni critiche, di cui il suo giornale dà quotidianamente conto, le sanzioni e le misure restrittive che la legge consente alla Polizia Municipale, usando tutti i poteri di cui dispone un sindaco.
So bene che siamo ancora lontani dal traguardo, ma mi permetta di rilevare che per cambiare la situazione occorre un diverso atteggiamento di tutta la società civile, e non solo di quella parte che già denuncia e si impegna in prima persona, a partire dai proprietari degli immobili sfitti o abbandonati, che non possono essere sostituiti dal sindaco. Ci vuole una reazione corale di condanna contro i comportamenti incivili di singoli e gruppi (non solo stranieri). E’ necessario riaffermare un sacrosanto principio di responsabilità di tutti e di ciascuno verso la cosa pubblica, perché nessun sindaco e nessun corpo di polizia può (e in un società libera nemmeno deve) controllare ogni angolo e ogni persona.
Detto questo, è ovvio che sul versante delle istituzioni c’è molto lavoro da fare.
E dalla pagina Facebook del Comitato Salvaguardia Modena il commento alle affermazioni del sindaco non si è fatto attendere: 'Due righe sulle cose che ha scritto oggi il sindaco. Avrete notato che lo schema è piuttosto spudorato: chi è contrario alla costruzione delle nuove case diventa complice del degrado e dell'insicurezza. Perché da una parte ci sarebbero l'immobilismo e la conservazione, mentre dall'altra uno sviluppo che per qualche ragione concorre a risolvere gli stessi problemi di cui si occupa la Polizia Municipale. Poco ci mancava che il sindaco mobilitasse a favore dei nuovi quartieri anche la cronaca delle violenze sessuali che negli ultimi giorni hanno comprensibilmente occupato le prime pagine dei giornali e dei notiziari, ma non ci vuole un detective a scorgerla nell'interlinea.
Il Comitato Salvaguardia Modena ha lanciato da alcune settimane una petizione on-line contro la nuova cementificazione (https://www.change.org/p/comune-di-modena-no-alla-costruzione-nuove-palazzine-in-via-morane-zona-vaciglio) che ad oggi ha raccolto 3.410 sostenitori.
Il Comitato ha poi precisato in serata che non si tratta di una risposta formale, ma di un commento di un membro del comitato postato sul gruppo Facebook.



