Fatto sta che ciò che dice l'assessore risulta essere, al di là della pausa nel processo per un approfondimento su possibili ipotesi alternativa all'interramento dei garage, sono quelli che preoccupano i residenti soci. Che non sono certo quelli della riqualificazione energetica e dell'adeguamento antisismico, per i quali tutti sono d'accordo, bensì quelli conseguenti alla realizzazione delle scale esterne che comporterebbero la demolizione della stecca di 80 garage, il loro interramento sotto il palazzo (con un cantiere enorme dalla tempistica ancora indefinita), e l'estensione dell'area comprendente gli attuali garage verso l'adiacente parco per creare un'area in cui ospitare strutture comunali dedicate all'accoglienza di minori problematici. Progetto contestato, su quei punti, dalla maggior parte dei residenti, soprattutto dagli anziani che temono di dovere subire un cantiere tanto impattante quanto evitabile per tanto tempo. Ma su questo punto l'assessore prova a tranquillizzare: ''Nella soluzione interrata le autorimesse sarebbero facilmente raggiungibili con l’ascensore, di dimensioni tali da essere utilizzato anche da persone con disabilità'. In tale caso le vecchie autorimesse verrebbero riconvertite a spazi di comunità, cantine e altro. 'La ristrutturazione - spiega il Comune - consegnerebbe quindi un potenziale aggiuntivo in termini di servizi individuali e potenzialmente collettivi, elementi che nel Pug diventano strutturali”. Soluzione che non convince i residenti, preoccupati per l'ha già complicata situazione sociale della zona dove i problemi di ordine pubblico e di convivenza civile sicuramente non mancano.
L'Assessore Vandelli, che lunedì 5 luglio ha incontrato i residenti del complesso insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ha chiarito subito che, “per il momento è stato aperto un tavolo con Unicapi, ma nessun progetto è ancora in istruttoria”. Poi ha confermato quanto reso noto nell'ultima riunione con i residenti, ovvero che il progetto di rigenerazione è di un soggetto privato e quindi non può essere ceduti a terzi per il confronto'
L’assessore ha spiegato che la costruzione delle scale esterne antisismiche (chiuse e accessibili con porte) e degli adiacenti ascensori renderà inagibili le attuali autorimesse.
Rispetto alla realizzazione di spazi per minori con problematiche, Vandelli ha precisato, infine che “con l’Asp, che vuole dotarsi di una propria sede dismettendo quella in affitto, è stato avviato un confronto che prende in considerazione diverse soluzioni, ma non sono ancora state prese decisioni e oggi va tenuto fuori dal dibattito. È comunque corretto – ha concluso – che il progetto di rigenerazione del complesso di via Tignale del Garda tenga conto dell’eventuale necessità di creare nuovi servizi di prossimità”.
'La risposta dell’Assessore Vandelli alla mia interrogazione sul progetto di ristrutturazione del grande immobile di via Tignale del Garda poco o nulla aggiunge a quello che già di umiliante ed inaccettabile è stato detto e fatto da Comune e cittadini soci della cooperativa Unicapi residenti nell’immobile' - affermato nel corso della replica e del dibattito il consigliere Giacobazzi.
'Se il presidente della Cooperativa ed il comune avessero detto chiaramente e subito che il progetto di riqualificazione accettato e voluto per due terzi, avrebbe previsto anche, pena l’impossibilità di usufruire del superbonus, la demolizione e l'interramento dei garage con cantieri super impattanti e l'utilizzo, da parte del comune, delle adiacenti aree verdi per la realizzazione di strutture per l'accoglienza di giovani problematici, sarebbe stato possibile un confronto civile e di merito. Ma Comune ed Unicapi non solo hanno deciso di scegliere senza interpellare i soci ma anche di elaborare e condividere un progetto chiuso che tutt’ora, nemmeno dopo richieste, atti ufficiali ed interrogazioni, è consentito ai soci residenti conoscere. Anziché a carte scoperte - continua Giacobazzi - Comune e Cooperativa hanno giocato al gioco delle tre carte. Tradendo la fiducia di decine di famiglie che per 40 anni hanno creduto nel progetto di cooperativa di abitazione a proprietà indivisa e che oggi si trovano a doversi ricredere con il rischio di dover trascorrere anni (per molti anziani gli ultimi) della loro vita, con un cantiere enorme e che fa loro paura. Una scissione tra comune e cittadini, cooperativa e soci, espressa chiaramente nella riunione di alcune sere fa, in via Viterbo. “Sindaco, voi ci trattate male”, è stata una delle tante frasi emblematiche emerse nella riunione. I cittadini volevano solo essere ascoltati e giungere ad una soluzione condivisa. Invitiamo il sindaco a fare e a far fare un passo indietro. Si riapra la discussione di merito sul progetto e su ciò che per i cittadini è inaccettabile. Sarebbe una vittoria per tutti, al di là degli schieramenti politici”.
La trasformazione in interpellanza e il dibattito
L’interrogazione sull’intervento al complesso di via Tignale del Garda 61-69, discussa nel Consiglio comunale di Modena di oggi, giovedì 8 luglio, è stata trasformata in interpellanza e sono numerosi i consiglieri intervenuti sul tema.
Per il Pd, Vittorio Reggiani ha sottolineato che “la riqualificazione non deve essere messa in discussione: non si rinunci – ha detto – all’intero progetto per la questione dell’interramento dei garage”. Il consigliere ha inoltre affermato di non avere “sufficienti elementi per dire se Unicapi ha informato adeguatamente i residenti: so però – ha aggiunto – che questa cooperativa è abituata a coinvolgere i soci nelle procedure e, quindi, fatico a pensare che in questa circostanza le direttive siano imposte dall’alto. In questa vicenda, il ruolo del Comune è vigilare sullo svolgimento dei processi decisionali”. Diego Lenzini ha segnalato l’importanza “di perseguire una visione di città che metta al centro la rigenerazione degli edifici, come in questo caso. Mi pare invece che la necessità di riqualificare questi edifici – ha aggiunto – venga messa in discussione”. Per il consigliere, nel concetto di “città compatta, senza il consumo di suolo vergine, ci deve essere coerenza: in questo contesto, per esempio, l’intervento deve prevedere autorimesse interrate per evitare di consumare suolo”.
Alberto Bosi (Lega Modena) si è detto dispiaciuto “per come è stata affrontata la vicenda sia da parte della cooperativa, che di fatto ha cercato di mettere i residenti soci di fronte al fatto compiuto, sia da parte del Comune che è intervenuto tardivamente”. Per il consigliere “non si deve rinunciare all’area verde, che non deve essere cementificata, e l’interramento dei garage ci vede perplessi sia per questioni sicurezza sia perché i residenti sono anziani e i box in superficie sono più comodi”. Giovanni Bertoldi ha sottolineato che “la quasi totalità dei soci ha contestato il processo: evidentemente il dialogo è mancato ed è arrivato il momento di aprirlo. Mi lascia perplesso – ha aggiunto – sentir dire che, trattandosi dell’intervento di una cooperativa, non possiamo entrare nel merito: il Consiglio deve affrontare le tematiche che riguardano azioni con risvolti pubblici, a maggior ragione visto che si tratta di edilizia pubblica e con ricadute sul sociale. L’interrogazione ha proprio il merito di sollecitare una ripresa del dialogo in modo da arrivare a una soluzione condivisa”.
Nella replica, il consigliere interrogante Piergiulio Giacobazzi (FI) ha evidenziato che “andare sotto di 15 metri potrebbe aprire un problema strutturale, perché ci sono le falde. Il cuore della questione – ha proseguito – è se scaturisce o meno un beneficio per i soci, che devono poter fare le proprie valutazioni personali: con un intervento strutturale di questo impatto, sarebbe servito tempo per permettere loro di capire cosa comportasse, vista anche l’età media di 75 anni che impone ulteriori ragionamenti. Queste persone hanno invece la sensazione, che è poi la realtà, che ci sia un progetto già 'impacchettato' e lo hanno saputo indirettamente”.
In chiusura di dibattito, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha invitato a rimanere ai fatti: “Il progetto esce da un percorso universitario, a Parma, commissionato da Unicapi in maniera trasparente e, già nel luglio 2020, è stato illustrato ai soci. Siamo consapevoli che, nel complesso, ci sono persone anziane ed è proprio per questo che dobbiamo pensare alla loro assistenza e sicurezza: servono servizi per la comunità”.



