E' scontro sulle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) in Emilia Romagna dopo la firma del nuovo Contratto Collettivo Anaste.
Lo Snalv Confsal denuncia come 'altre organizzazioni sindacali non firmatarie (Cgil, Cisl e Uil) abbiano avviato una campagna di disinformazione sui contenuti del contratto e hanno addirittura minacciato di richiede la revoca dell'accreditamento regionale per quelle strutture che non applicano il loro Contratto Collettivo (ad oggi, peraltro, inapplicabile)'. Una vicenda che interessa circa 15.000 lavoratori del settore e migliaia di anziani ospitati nelle strutture della sola regione Emilia Romagna.
'Ha raggiunto picchi eclatanti la campagna di terrorismo mediatico condotta da Cgil, Cisl e Uil nel settore socio-sanitario-assistenziale-educativo. La richiesta di revoca dell’accreditamento per le strutture che non applicano il loro contratto, è soltanto l’ultima mossa avanzata da sindacati che ad oggi sembrano porre la tutela dei lavoratori come ultimo e residuale interesse - denuncia il Confsal -. Un’eventuale revoca dell’accreditamento per le Residenze Sanitarie Assistenziali comporterebbe un danno irreversibile non solo per gli anziani ospiti delle strutture, ma soprattutto per i lavoratori del settore che verrebbero licenziati in massa' - afferma il segretario nazionale dello Snalv/Confsal, Maria Mamone.
'Cgil Cisl e Uil, mossi da giustificazioni prive di qualsivoglia fondamento giuridico, hanno deciso di sopperire alla continua emorragia di iscritti cercando di creare allarmismo tra i lavoratori ed obbligando le aziende ad applicare un contratto disdettato che fa perdere ai lavoratori almeno quaranta euro ogni mese - ha prosegue il segretario. Inoltre, il CCNL Anaste siglato – tra gli altri – dalla Confsal e dallo Snalv/Confsal (organizzazioni indubbiamente rappresentative, come sancito anche da diversi decreti ministeriali e governativi) è il contratto leader del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo per diverse ragioni: è l’unico CCNL rinnovato nel comparto ed il primo aggiornato alla più recente normativa; ha previsto un aumento della retribuzione del 4,13% rispetto a quello precedente; ha il più elevato imponibile contributivo e minimi tabellari di tutto il comparto socio-sanitario e socio-assistenziale; ha introdotto un’assistenza medica integrativa che copre fino a 3.000 euro annui delle spese sanitarie effettuate dai lavoratori. Si comprova che dopo un anno e mezzo dalla firma dell’unico CCNL Anaste vigente, i sindacati confederali continuino a bombardare giornali e reti locali con false notizie ed assurde insinuazioni. E’ impensabile che nel 2018 i medesimi sindacati - un tempo detentori dell’assoluto monopolio nel settore - minaccino di mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro solo per antiquate logiche conservative.



