“L’intento della mozione – prosegue De Maio - era quello di ottenere un consenso largo su principi largamente condivisibile come contrastare con ogni mezzo la russofobia in ogni forma, continuare a far conoscere la cultura russa come strumento di dialogo reciproco e rassicurare la comunità russofona che le istituzioni modenesi non permetteranno nessuna discriminazione razziale. Invece i consiglieri della maggioranza hanno votato contro, convergendo su un documento del PD che inizia con un preambolo di condanna dell’intervento russo, senza contestualizzare minimamente l’operazione militare e senza fare il minimo cenno al conflitto che è scoppiato nel 2014, a seguito del golpe di Piazza Maidan e dell’ondata di persecuzioni scatenata contro la popolazione russofona e ispirata dal governo filo-occidentale di Kiev. La stessa mozione cita non ben precisati episodi di “ucrainofobia” avvenuti in territorio russo, in quello delle “repubbliche separatiste di Doneck e Lugansk e in altre non precisate zone del mondo'.
Un tentativo inaccettabile di dare un colpo di spugna alle cause del conflitto che, come già detto, risalgono proprio ai tentativi dei diversi governi ucraini del post Maidan di cancellare la lingua e l’identità russa che pure sono parte integrante della storia dell’Ucraina, una cancel culture che purtroppo ha avuto seguito ed eco anche in Europa. La divisione sbagliata ed antistorica tra aggredito ed aggressore fomenta in realtà la russofobia e ricordo come anche a Modena la comunità ucraina sia stata coinvolta nelle iniziative promosse anche dal Comune sul conflitto mentre nessuno abbia pensato ad interpellare la comunità russa in cui vivono anche persone espatriate a causa delle persecuzioni politiche.



