Questa storia inizia con il profilo dell’attuale assessore ai lavori pubblici Gabriele Giacobazzi, l’ingegnere edile che nell’aprile 2012 sostituì Daniele Sitta in giunta, unico assessore confermato da Gian Carlo Muzzarelli rispetto alla squadra di Giorgio Pighi dalla quale Giancarlo da Fanano ha voluto più volte prendere le distanze. Bene: Giacobazzi è stato presidente per 32 anni della cooperativa Politecnica. E poco importa se oggi vorrebbe uscire dalla giunta (nonostante le preghiere di Muzzarelli che certo non pregò Ingrid Caporioni di restare) per motivi (in questo caso non è uno slogan) strettamente personali. La storia continua con un’altra protagonista: l’attuale presidente di Politecnica, l’ingegnere elettrotecnico Francesca Federzoni che è anche vicepresidente di Legacoop Estense. Ora, dati i protagonisti, vediamo dove è ambientata la storia. Tre le scenografie principali: il Comune di Modena dove opera Giacobazzi, Legacoop e Politecnica dove opera la Federzoni e Politecnica sola dove ha operato per anni Giacobazzi e presieduta oggi dalla stessa Federzoni.
Ecco, se i contorni delle ambientazioni Legacoop e Comune sono abbastanza noti, vale la pena descrivere quali sono le caratteristiche della scenografia ‘Politecnica’ e come si intreccia questo fondale con gli altri. Allora: Politecnica, come si evince dal sito internet, è una delle più importanti società nel campo dei servizi di ingegneria ed architettura in Italia.
E’ una cooperativa, interamente controllata dai propri soci. Da una semplice visura si scopre che Politecnica ha sede a Modena in via Galilei, ha 41 addetti, un capitale sociale a fine 2015 di 1 milione 155mila euro, un utile di esercizio sempre nel 2015 di appena 21.336 euro su un fatturato (valore della produzione) di 13 milioni 720mila e 556 euro.A questo punto non resta che fotografare i rapporti tra Politecnica e amministrazione comunale modenese. In realtà si tratta di un mosaico composto da tante singole fotografie. Una per ogni delibera di giunta. E dal quadro d’insieme si scopre come sui principali cantieri pubblici modenesi (parliamo di lavori da milioni di euro) per la progettazione spunti sempre il nome di Politecnica.
Politecnica si è occupata della progettazione del restauro dell’ex-convento San Paolo (9mila metri quadrati per un intervento dal costo complessivo di 17,5 milioni di euro). Politecnica ha curato la progettazione della tanto discussa (e per ora solo promessa) riqualificazione del Polo Sant’Agostino (20mila metri quadrati per cantiere dal costo oggi salito a 120 milioni e nel quale la Fondazione Crmo investe circa 60 milioni).
Ma l’elenco non è finito.
E allora viene da chiedersi se a Modena non vi sia che Politecnica capace di progettare le grandi opere pubbliche. Viene da chiedersi se non vi fosse nessun altro se non il suo storico presidente capace di sostituire Sitta in giunta. E viene da chiedersi se sia un caso che Legacoop nel suo new deal giovanilistico abbia deciso di puntare proprio sull’attuale leader di Politecnica.
Giuseppe Leonelli



