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Corte Europea boccia il diritto di prelazione, ora la gara per la A22 è in bilico

Corte Europea boccia il diritto di prelazione, ora la gara per la A22 è in bilico

Contenzioso legato a una gara del Comune di Milano, ma rischia di avere effetti pesanti anche su uno dei bandi più attesi e più delicati a livello regionale


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Ieri da Bruxelles è arrivato il verdetto: la Corte di giustizia europea ha bocciato il diritto di prelazione del promotore nei bandi di concessione. Una bocciatura che riguarda un caso ben distante dalla concessione dell'Autostrada del Brennero — il contenzioso era legato infatti a una gara del Comune di Milano per la realizzazione e la gestione di oltre cento nuovi servizi igienici pubblici automatizzati — ma che comunque rischia di avere effetti pesanti anche su uno dei bandi più attesi e più delicati a livello regionale.

La sentenza sul diritto di prelazione è molto chiara. E ribadisce più volte la centralità della 'parità di trattamento'. 'L'obbligo per l'amministrazione aggiudicatrice di rispettare il principio della parità di trattamento degli offerenti — si legge nella sentenza — ha lo scopo di favorire l'apertura delle procedure di aggiudicazione delle concessioni alla concorrenza nella misura più ampia possibile'. Non solo: 'Tale obbligo, che rientra nell'essenza stessa delle norme dell'Unione relative alle procedure di aggiudicazione delle concessioni di lavori e di servizi, esige che gli offerenti si trovino su un piano di parità sia al momento in cui preparano le loro offerte sia al momento in cui queste ultime sono valutate dall'amministrazione aggiudicatrice'.
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Parità che non sarebbe garantita dal diritto di prelazione, visto che il promotore ha la possibilità, 'in violazione del principio della parità di trattamento, di ottimizzare la propria offerta al fine di affrontare meglio le offerte dei suoi concorrenti nella

procedura di concessione. Ne consegue che il fatto di presentare l'offerta economicamente più vantaggiosa non garantisce l'aggiudicazione della gara'.


'La sentenza depositata ieri dalla Corte di Giustizia Ue nella causa di Urban Vision SpA contro il Comune di Milano chiarisce in modo definitivo che il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana in materia di project financing e' incompatibile con i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza'. Lo afferma il Codacons.

Pur riguardando un caso diverso, la pronuncia, rileva il Codacons, 'è rilevante anche per la gara di affidamento dell’A22, visto che il bando del Mit prevede un diritto di prelazione verso Autostrada del Brennero, concessionario uscente che continua tuttora a gestire la tratta nonostante la concessione sia scaduta dal 2014. Sul punto si era già espressa la Commissione Europea che, tramite la Dg Grow, aveva dato parere negativo sul diritto di prelazione. Lo stesso Mit aveva sospeso il bando a giugno del 2025, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia sulla compatibilitò del diritto di prelazione con la normativa comunitaria definitivamente e finalmente chiarita dalla sentenza.
Sul punto, il Codacons aveva presentato a settembre 2025 un’istanza di annullamento in autotutela al Ministero, contestando la sospensione visto che, di fatto, rappresentava un’ulteriore proroga della concessione ad Autobrennero. La procedura è stata poi riattivata a fine novembre scorso, per soli 3 giorni lavorativi, senza aspettare la pronuncia della Corte. Con questa sentenza, la Corte ha definitivamente chiarito il principio di diritto sul divieto del diritto di prelazione. Alla luce di tale pronuncia, il Codacons richiama le iniziative già intraprese sulla concessione A22 e chiede che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti assicuri una gestione della procedura pienamente conforme ai principi europei'.

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