'La sentenza depositata ieri dalla Corte di Giustizia Ue nella causa di Urban Vision SpA contro il Comune di Milano chiarisce in modo definitivo che il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana in materia di project financing e' incompatibile con i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza'. Lo afferma il Codacons.Pur riguardando un caso diverso, la pronuncia, rileva il Codacons, 'è rilevante anche per la gara di affidamento dell’A22, visto che il bando del Mit prevede un diritto di prelazione verso Autostrada del Brennero, concessionario uscente che continua tuttora a gestire la tratta nonostante la concessione sia scaduta dal 2014. Sul punto si era già espressa la Commissione Europea che, tramite la Dg Grow, aveva dato parere negativo sul diritto di prelazione. Lo stesso Mit aveva sospeso il bando a giugno del 2025, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia sulla compatibilitò del diritto di prelazione con la normativa comunitaria definitivamente e finalmente chiarita dalla sentenza.
Corte Europea boccia il diritto di prelazione, ora la gara per la A22 è in bilico
Contenzioso legato a una gara del Comune di Milano, ma rischia di avere effetti pesanti anche su uno dei bandi più attesi e più delicati a livello regionale
'La sentenza depositata ieri dalla Corte di Giustizia Ue nella causa di Urban Vision SpA contro il Comune di Milano chiarisce in modo definitivo che il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana in materia di project financing e' incompatibile con i principi europei di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza'. Lo afferma il Codacons.Pur riguardando un caso diverso, la pronuncia, rileva il Codacons, 'è rilevante anche per la gara di affidamento dell’A22, visto che il bando del Mit prevede un diritto di prelazione verso Autostrada del Brennero, concessionario uscente che continua tuttora a gestire la tratta nonostante la concessione sia scaduta dal 2014. Sul punto si era già espressa la Commissione Europea che, tramite la Dg Grow, aveva dato parere negativo sul diritto di prelazione. Lo stesso Mit aveva sospeso il bando a giugno del 2025, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia sulla compatibilitò del diritto di prelazione con la normativa comunitaria definitivamente e finalmente chiarita dalla sentenza.
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