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Covid, a Parma per avere i buoni spesa bisogna dichiararsi antifascisti

Covid, a Parma per avere i buoni spesa bisogna dichiararsi antifascisti

E' questo ciò che si legge nel modulo del Comune di Parma per la richiesta dei buoni spesa da parte di chi si trova in difficoltà economiche


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I cittadini di Parma devono dichiararsi antifascisti, devono ripudiare ideologie xenofobe e sessiste e ammettere di non partecipare a nessuna manifestazione di stampo nazifascista. Nulla di sbagliato infondo, se consideriamo di vivere in un paese libero e democratico che porta nel cuore la resistenza. Ma il problema è un altro. In piena emergenza Coronavirus, è questo ciò che si legge nel modulo del Comune di Parma per la richiesta dei buoni spesa da parte di chi si trova in difficoltà economiche

'In base all'art. 5 comma 3 bis del Regolamento Comunale per la concessione di Contributi, vantaggi economici e patrocini - si legge nell'autocertificazione scaricabile dal sito del Comune di Parma - dichiaro di riconoscermi nei principi costituzionali democratici e di ripudiare il fascismo e il nazismo; di non professare e fare propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione (...); di non perseguire finalità antidemocratiche e di non compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista e/o nazista, anche attraverso l'uso di simbologie o gestualità ad essi chiaramente riferiti'.

'Nemmeno nelle peggiori dittature succedevano cose simili. Tutto questo è molto grave. Un'azione del genere è imperdonabile. Non era il caso. Viviamo in una finta democrazia e la prova é proprio questa.
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Siamo tutti uguali? Abbiamo tutti gli stessi diritti oppure no? Mi auguro che il sindaco Pizzarotti sia pronto a scusarsi con i cittadini - commenta Domenico Muollo, responsabile regionale Riva destra- FDI -. Ma anche con tutti i volontari che ogni giorno sono in prima linea senza fare distinzioni di nessun genere. Perché il Coronavirus non guarda in faccia a nessuno. Non è il momento di fare inutile propaganda politica. Parma... Si, città d'arte e musica, ma a quanto pare anche di ingiustizie'.

'Il Comune di Parma una parte di queste cose già le richiedeva sul suolo pubblico, ma la giustificazione in quel caso era stata quella di evitare gazebo per propaganda, ma sul fatto che si debba dichiarare la propria ideologia in cambio del buono pasto mi pare assurdo. E' diventata antifascista anche la pastasciutta a Parma - dicono i deputati emiliani di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami e Tommaso Foti, che su quanto accaduto ha presentato un'interrogazione parlamentare oggi pomeriggio - Nel momento in cui si invita a distribuire velocemente questi soldi e semplificare le pratiche, si potrebbero evitare queste sciocchezze: se uno non arriva a comprarsi il panino non gli si chiede che tessera di partito che ha in tasca.

E' vero che l'Anpi ha invitato a festeggiare il 25 aprile cantando 'Bella ciao' dal balcone, ma suggerirei di concentrarsi su cose più pratiche in una città come Parma che ha avuto tanti morti di Coronavirus'.

Fonti dell'amministrazione comunale guidata da Federico Pizzarotti, interpellate dall'Adnkronos, liquidano così le polemiche: 'Si tratta di un regolamento unico che riguarda la concessione dei patrocini, i contributi e l'utilizzo delle sale civiche del Comune di Parma. Un regolamento ampio, fatto di diversi articoli, tra cui uno in cui si richiede di ripudiare ideologie naziste e xenofobe e di riconoscersi nella Costituzione. E' un regolamento, quindi, che non riguarda questo caso specifico'.

 

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