'La proroga della didattica a distanza per le scuole superiori ha ormai ampiamente superato il perimetro dell'emergenza, sconfinando in una nuova “normalità” che è inaccettabile. Per questo riteniamo improrogabile la permanenza di questa situazione. Siamo ormai prossimi al primo anniversario della pandemia da Covid 19 e quindi il tempo non è mancato per organizzare e garantire, pur se in forme e con modalità diverse, la “didattica in presenza”. Quello che è mancato e continua a mancare è la volontà'.
Così la Cgil Emilia Romagna interviene sulle mobilitazioni in atto anche a Modena (qui l'articolo) per chiedere la riapertura delle scuole superiori.
'Ci si è organizzati praticamente ovunque: nei luoghi di lavoro sia pubblici che privati, nell'erogazione di servizi pubblici e privati e sono stati sottoscritti e condivisi protocolli, sistemi di screening e tracciamento. Tutto ciò evidentemente non è sufficiente a garantire, invece, la riapertura “in presenza” delle scuole superiori. Il che ci dice una cosa molto banale: la Dad è la via più breve e facile, perché consente di non affrontare i problemi che la scuola ha da anni, edilizia scolastica, classi pollaio, assunzioni, formazione. Così, mentre i luoghi della produzione e del consumo sono aperti, una parte significativa dei luoghi della cultura e dell'istruzione permangono chiusi - continua la Cgil -.
'La scuola è la priorità, e deve tornare ad essere un luogo aperto, nel rispetto ovviamente delle regole, dei protocolli e della sicurezza per tutti quelli che la mandano avanti, studenti e lavoratori.



