'Non abbiamo mai brillato alle amministrative, ne sono testimone, ma non siamo neanche mai andati così male. Questo succede quando anche il nostro elettorato è disorientato. Credo che il M5s debba fare un grande sforzo di democrazia interna. Anche su questo, non veniamo da una grande storia di democrazia interna, ma, anche rispetto a un nuovo corso, servirebbe maggiore inclusività, più dibattito interno, anche includere di più persone esterne che chiedono di essere coinvolte - ha detto Di Maio -. Ma non si può dare sempre la colpa agli altri, non si può risalire all’elezione del Presidente della Repubblica per dire che le amministrative sono andate così male. Credo che bisogna assumersi anche un pò delle responsabilità rispetto a un’autoreferenzialità che andrebbe superata. Lo dico a voi perchè non esiste un posto dove poterlo dire oggi. Noi – ha concluso – siamo una forza politica che ambisce a guardare al 2050, ma che in realtà sta guardando a prima del 2018, che era un altro mondo. E c’è una radicalizzazione in corso, che sinceramente, anche rispetto alla politica estera e alle alleanze in corso vede in questo momento un’ambiguità su cui io non concordo'.
Di Maio: 'Non possiamo attaccare Governo Draghi per imitare Salvini'
'L’Italia non è un Paese neutrale, ma è all’interno di alleanze storiche da molto tempo grazie ai nostri padri fondatori'
'Non abbiamo mai brillato alle amministrative, ne sono testimone, ma non siamo neanche mai andati così male. Questo succede quando anche il nostro elettorato è disorientato. Credo che il M5s debba fare un grande sforzo di democrazia interna. Anche su questo, non veniamo da una grande storia di democrazia interna, ma, anche rispetto a un nuovo corso, servirebbe maggiore inclusività, più dibattito interno, anche includere di più persone esterne che chiedono di essere coinvolte - ha detto Di Maio -. Ma non si può dare sempre la colpa agli altri, non si può risalire all’elezione del Presidente della Repubblica per dire che le amministrative sono andate così male. Credo che bisogna assumersi anche un pò delle responsabilità rispetto a un’autoreferenzialità che andrebbe superata. Lo dico a voi perchè non esiste un posto dove poterlo dire oggi. Noi – ha concluso – siamo una forza politica che ambisce a guardare al 2050, ma che in realtà sta guardando a prima del 2018, che era un altro mondo. E c’è una radicalizzazione in corso, che sinceramente, anche rispetto alla politica estera e alle alleanze in corso vede in questo momento un’ambiguità su cui io non concordo'.
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