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Di Matteo: 'Bonafede mi chiese di andare al Dap, poi ci ha ripensato'

Di Matteo: 'Bonafede mi chiese di andare al Dap, poi ci ha ripensato'

Dichiarazioni esclusive nel corso di una telefonata in diretta alla trasmissione 'Non è l'Arena' condotta da Massimo Giletti


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Dichiarazioni esclusive di Nino Di Matteo sulla proposta ricevuta di nomina a capo del Dap, poi ritirata dal ministro Bonafede. Pare che alla base della scelta ci siano state alcune intercettazioni dei detenuti ostili alla nomina di Nino Di Matteo.

 'Non ho mai fatto trattative politiche con nessuno, ma venni raggiunto da una telefonata del ministro Bonafede che mi chiese se ero interessato a diventare capo del Dap o prendere il posto di direttore generale degli affari penali'. Lo ha detto il magistrato Nino Di Matteo ospite a 'Non è l'arena su La7. 'Chiesi 48 ore di tempo - aggiunge - nel frattempo ero stato informato della reazione preoccupata all'indiscrezione da parte del mondo mafioso. Dopo meno di 48 ore andai trovare il ministro che mi disse che ci aveva ripensato e mi chiese di accettare il ruolo di direttore generale degli affari penali del ministero. Nel giro di 48 ore mi sono ritrovato a essere designato a capo del Dap e quando accettai mi trovai di fronte a questo cambio'.


Pronta la replica del ministro Bonafede, anche lui intervenutp suito dopo l'intervento di Di Matteo in diretta nella trasmissione condotta da Giletti.
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'L'idea per cui io avrei ritrattato una proposta a Nino Di Matteo non sta ne' in cielo ne' in terra. Io ho chiamato Di Matteo - aggiunge - parlandogli della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli di cui ha parlato lui. Nella stessa telefonata Di Matteo mi chiarisce che ci sono state intercettazioni nelle carceri'.

E rispetto alle dichiarazioni di Di Matteo circa un ripensamento da parte sua il ministro specifica:'E' una percezione di Di Matteo. Quando è venuto al ministero - prosegue Bonafede - tra i due ruoli sarebbe stato meglio quello di direttore degli affari penali che era il ruolo di Giovanni Falcone, non era un ruolo minore, lo vedevo di più di frontiera nella lotta alla mafia. A me era sembrata che alla fine dell'incontro fossimo d'accordo, tanto che il giorno dopo mi ha chiesto di incontrarmi e li' mi ha detto che non poteva accettare quel ruolo e che voleva ricoprire il ruolo di capo del Dap'.
(ITALPRESS).
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