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Documento Unico di Programmazione Comune di Modena approvato dal Consiglio Comunale

Documento Unico di Programmazione Comune di Modena approvato dal Consiglio Comunale

Il documento passa con il no delle opposizioni


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Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) 2027-2029, articolato nella 'Sezione Strategica' e nella 'Sezione Operativa'. Dup 2027-2029, via libera dal Consiglio comunale tra le critiche delle opposizioni

Approvati sezione strategica e operativa, insieme alle programmazioni triennali di lavori pubblici e acquisti. Il dibattito si accende su manutenzione, casa e calo degli investimenti dopo il Pnrr



Il voto

Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il Documento Unico di Programmazione (Dup) 2027-2029, articolato nella 'Sezione Strategica' e nella 'Sezione Operativa'. Hanno votato a favore Pd, Avs, Pri-Azione-Sl, Spazio democratico e M5s; contrari FdI, Lega Modena, Forza Italia, Modena in ascolto e Modena per Modena. Astenuta Modena civica. Con la stessa delibera sono state approvate anche la programmazione triennale dei lavori pubblici e quella degli acquisti di forniture e servizi per il periodo 2027-2029.

Il documento


Presentato in aula dall'assessore al Bilancio Vittorio Molinari, il Dup è lo strumento cardine della pianificazione comunale: collega la visione politica e strategica della città alla successiva costruzione del Bilancio di previsione, traducendo le priorità di mandato in scelte operative e finanziarie.

La Sezione Strategica, tenendo conto del contesto locale, nazionale e sovranazionale, sviluppa gli indirizzi di governo in cinque macroaree.

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'Modena per le persone' comprende il contrasto a esclusione e disuguaglianza, il nuovo Piano regolatore sociale, il Piano del benessere e della salute, le pari opportunità, i giovani, il benessere animale e il Piano casa. 'Modena per le sicurezze' riguarda la sicurezza urbana partecipata e co-progettata, la legalità e il territorio. 'Modena fa scuola' punta su una città educante, sportiva, universitaria e turistica, in cui la cultura sia di tutti. 'Modena vivibile' prevede qualità e rigenerazione urbana, verde, transizione ecologica, economia circolare, mobilità e trasporto pubblico. 'Open Modena' guarda all'Europa e ai fondi europei, a un'Amministrazione più accessibile e alle politiche per il lavoro e le imprese.

Il documento

Presentato in aula dall'assessore al Bilancio Vittorio Molinari, il Dup è lo strumento cardine della pianificazione comunale: collega la visione politica e strategica della città alla successiva costruzione del Bilancio di previsione, traducendo le priorità di mandato in scelte operative e finanziarie.

La Sezione Strategica, tenendo conto del contesto locale, nazionale e sovranazionale, sviluppa gli indirizzi di governo in cinque macroaree. 'Modena per le persone' comprende il contrasto a esclusione e disuguaglianza, il nuovo Piano regolatore sociale, il Piano del benessere e della salute, le pari opportunità, i giovani, il benessere animale e il Piano casa.

'Modena per le sicurezze' riguarda la sicurezza urbana partecipata e co-progettata, la legalità e il territorio. 'Modena fa scuola' punta su una città educante, sportiva, universitaria e turistica, in cui la cultura sia di tutti. 'Modena vivibile' prevede qualità e rigenerazione urbana, verde, transizione ecologica, economia circolare, mobilità e trasporto pubblico. 'Open Modena' guarda all'Europa e ai fondi europei, a un'Amministrazione più accessibile e alle politiche per il lavoro e le imprese.


Le cinque macroaree si articolano in 35 indirizzi strategici, a cui corrispondono obiettivi operativi misurabili. La Sezione Operativa sviluppa queste scelte su base triennale e comprende i lavori pubblici da 150.000 euro in su, gli acquisti di beni e servizi da 140.000 euro in su, il fabbisogno di personale, la gestione del patrimonio, le risorse economico-finanziarie e le società partecipate. Centrali anche la valorizzazione del personale comunale e una gestione delle risorse orientata a sostenibilità e equità intergenerazionale. Per il secondo anno consecutivo, ha sottolineato l'Amministrazione, si rafforza l'integrazione tra pianificazione strategica e programmazione operativa.


Le opposizioni: 'Documento senza visione'

Il dibattito è stato aperto da Paolo Barani (FdI), che ha giudicato il Dup inadeguato come strumento di programmazione: non chiarisce cosa si intenda fare né con quali risorse, e si limita spesso a elencare ciò che non si realizzerà.

Barani ha lamentato l'assenza di dati e obiettivi misurabili sulla manutenzione urbana, la riduzione delle risorse e una gestione 'emergenziale', con rilievi anche sul mancato investimento nel raffrescamento delle scuole.

Elisa Rossini, pur riconoscendo aspetti positivi come il calo del fondo crediti di dubbia esigibilità e dei minori allontanati dalle famiglie, ha rilevato la distanza dai problemi reali della città (sicurezza, degrado, rifiuti), la mancanza di discontinuità e politiche familiari insufficienti: «È sconfortante leggere sempre le stesse cose». Ferdinando Pulitanò ha parlato di un documento privo di visione («Non abbiamo idea di cosa debba essere questa città»), citando l'urbanistica come esempio, oltre alla carenza di medici di base, ai ritardi su hospice e cure palliative e alla scarsa attenzione al tessuto produttivo. Luca Negrini ha criticato la gestione del raffrescamento scolastico, la sottovalutazione della violenza giovanile e le carenze della Polizia locale, indicando manutenzione e degrado del centro storico come segnali di una città in difficoltà.

Andrea Mazzi (Modena in ascolto) si è detto preoccupato per il calo degli investimenti: con la fine del Pnrr servono nuove fonti di finanziamento per non perdere competitività. Ha inoltre segnalato la mancanza di politiche per le famiglie e il silenzio su calo demografico, dipendenze, disagio sociale e carceri. Per Giovanni Bertoldi (Lega Modena) il Dup non coglie la fase di transizione della città: servono più idee e infrastrutture (strade, reti, interventi contro le isole di calore), politiche per i giovani e per la coesione sociale, con criticità su rifiuti, urbanistica e marginalità.


La maggioranza: 'Strumento strategico, la casa è la priorità'

Per il Pd, Alberto Bignardi ha difeso la solidità del documento, ricordando che molte criticità derivano da dinamiche strutturali e non solo locali. Ha indicato la cas

a come priorità trasversale, sostenendo il ruolo del patrimonio pubblico e di Agenzia Casa e la rigenerazione urbana al posto dell'espansione edilizia: «La questione abitativa riguarda tutti». Stefano Manicardi ha definito il Dup uno strumento strategico più che di interventi puntuali, evidenziandone la solidità contabile ma anche le difficoltà dovute ai tagli nazionali e alla fine della fase Pnrr, che impone di ridefinire le priorità; ha insistito su coesione sociale, diritto all'abitare e valorizzazione del patrimonio pubblico. Diego Lenzini ha richiamato le sfide globali, dal clima alla demografia: «Dobbiamo trovare innovazioni che diano risposte nuove», vedendo nel Dup la base per una città più inclusiva e resiliente, con attenzione alle fragilità dei giovani.


Martino Abrate (Avs) ha apprezzato il contenimento del debito, ma ha ricordato la contrazione degli investimenti dovuta ai minori trasferimenti statali e alla fine dei fondi Pnrr. Ha indicato come prioritarie manutenzione, transizione ecologica e politiche sociali, con ampio spazio alla casa: «Serve una città più giusta, verde e solidale». Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione-Sl) ha invitato a superare le contrapposizioni ideologiche di fronte alla scarsità di risorse: «La coperta è corta», ha detto, sottolineando la necessità di scelte difficili ma inevitabili. Giovanni Silingardi (M5s) ha proposto di valutare il Dup in base alla chiarezza delle priorità e alla coerenza nell'allocazione delle risorse, «il convitato di pietra». Ha segnalato criticità su redditi bassi, precarietà e disuguaglianze, riconoscendo però segnali positivi negli investimenti sociali ed educativi. Infine Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha distinto tra gli specializzandi universitari, che oggi hanno uno stipendio mentre un tempo erano volontari, e il fatto che in città «ci sono persone davvero povere».


La replica dell'assessore

Nella replica, prima delle dichiarazioni di voto, Molinari ha parlato di prospettive future e sostenibilità delle scelte, indicando nel partenariato con le imprese una leva centrale per attivare nuovi investimenti e sottolineando che le risorse disponibili impongono una selezione attenta delle priorità. Il Dup, ha precisato, non è un documento rigido ma uno strumento in evoluzione, da adattare ai cambiamenti. Ha infine richiamato la necessità di rafforzare entrate e riscossioni, anche con il contrasto all'evasione, per ampliare i margini di intervento e rispondere ai bisogni nuovi e crescenti della città.

Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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