'Quanto emerso ieri sera nel corso della trasmissione Fuori dal coro, e rilanciato questa mattina dal quotidiano La Verità, pone interrogativi di estrema gravità ai quali il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha il dovere di dare risposte chiare e tempestive. La trasmissione ha raccolto, in forma anonima, la testimonianza di un operativo dell'intelligence che afferma di essersi occupato del caso di Salim El Koudri e secondo il quale il soggetto sarebbe stato seguito e 'attenzionato' in più momenti, tra il 2021 e il 2023. Lo stesso agente ha parlato di un 'epilogo negativo' riconducibile a una possibile 'errata interpretazione comportamentale' nella valutazione del soggetto. Si tratta, allo stato, di affermazioni giornalistiche e di una testimonianza anonima che devono essere verificate, ma proprio per la loro gravità non possono essere ignorate'. Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti interviene dopo le rivelazioni giornalistiche di un anonimo “operativo” dell'intelligence che ha riferito come i servizi segreti avessero seguito El Koudri dal 2021 al 2023.
'Se queste circostanze rispondessero al vero, diventerebbe inevitabile chiedere conto di quanto fu affermato pubblicamente dal ministro Piantedosi a Modena il 17 maggio, all’indomani dell’attentato.
Al termine del vertice in Prefettura, infatti, il Ministro dichiarò che il fatto appariva riconducibile prevalentemente a una condizione di disagio psichiatrico e soprattutto affermò che, dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo, non risultava essere 'sfuggito nulla'.
Successivamente ribadì che il sistema antiterrorismo aveva retto. Oggi, alla luce delle informazioni rese pubbliche, quella rassicurazione richiede una spiegazione - continua Mezzetti -. Il ministro Piantedosi dica dunque con chiarezza se era a conoscenza del fatto che El Koudri fosse stato oggetto di attenzione da parte di strutture di intelligence o antiterrorismo; per quali ragioni quella attività sia stata successivamente interrotta; quale sia stata l’'errata interpretazione comportamentale' cui fa riferimento l’operativo intervistato e soprattutto come queste circostanze possano conciliarsi con l’affermazione, fatta a Modena poche ore dopo l’attentato, che nulla fosse sfuggito al sistema di prevenzione.Non spetta alla politica stabilire la qualificazione giuridica dell’azione compiuta il 16 maggio: saranno la magistratura e le indagini a determinarla. Né intendo sovrapporre valutazioni politiche al lavoro degli investigatori'.
'Ma qui la questione è un’altra ed è precisa: sapere che cosa conoscessero gli apparati dello Stato prima del 16 maggio e perché, il giorno successivo all’attentato, il ministro dell’Interno abbia potuto escludere con tanta nettezza che vi fossero state falle nel sistema di prevenzione, e come lui il vicepresidente del Consiglio Tajani due giorni dopo nel corso della seduta del Consiglio Comunale.
Confesso che ascoltare dalla voce dell'anonimo la definizione di 'epilogo negativo' in relazione all'attentato mi ha irritato profondamente.
Se le rivelazioni trasmesse ieri sera saranno smentite, il Governo lo dica e ne spieghi le ragioni. Se invece saranno confermate, occorrerà spiegare fino in fondo che cosa non ha funzionato e perché ai modenesi, il 17 e il 18 maggio, sia stata rappresentata una situazione diversa - chiude Mezzetti -. Su una vicenda così grave non servono polemiche né ricostruzioni di comodo. Serve la verità. E il ministro dell’Interno ha oggi la responsabilità istituzionale di fare piena chiarezza”.
Nella foto un frame dei video di El Koudri mostrati da Fuori dal Coro


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