'Rispetto all’attentato di Modena, il sindaco Mezzetti farebbe bene, almeno per una volta, a osservare un prudente silenzio. All’indomani dell’attentato fu tra i primi a ricondurre pubblicamente quanto accaduto al disagio psichico, arrivando a costruire, insieme a una buona parte della sinistra locale, una narrazione sulla salute mentale e sulla necessità di rafforzarne i servizi. Oggi prende una testimonianza anonima, contenente elementi che lui stesso ammette essere ancora tutti da verificare, e la utilizza immediatamente per chiamare in causa il ministro Piantedosi'. Il senatore Fdi Michele Barcaiuolo replica così alle parole del sindaco Mezzetti relative alla notizia in base alla quale El Koudri era seguito da anni dai servizi segreti.
'Il copione ormai è evidente: quando c’è una notizia incerta da utilizzare contro il Governo, Mezzetti è rapidissimo a intervenire, accusare e pretendere spiegazioni. Quando invece dovrebbe fare i conti con le proprie dichiarazioni e chiedere scusa ai modenesi, improvvisamente le parole finiscono. La ricerca della verità non può funzionare a corrente alternata: non si può essere inflessibili nel chiedere conto delle responsabilità altrui e indulgenti fino al silenzio quando si tratta delle proprie - aggiunge il senatore Barcaiuolo -. Le inchieste giornalistiche, compresa quella condotta da “Fuori dal Coro”, sono importanti proprio perché possono far emergere elementi nuovi che meritano di essere approfonditi e verificati nelle sedi competenti. Altra cosa è prendere una testimonianza anonima, ancora da riscontrare, e trasformarla immediatamente in uno strumento di polemica politica per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica. Prima di chiedere spiegazioni a Piantedosi, Mezzetti farebbe bene a ricordare che a Modena ci sono tanti cittadini che non hanno dimenticato le sue parole e attendono ancora le sue scuse'.


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