“Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po’ diverso. Vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici e sociali, soprattutto sui ragazzi e le ragazze che hanno sentito più di tutti delle chiusure. La scuola è fondamentale per la nostra democrazia: va tutelata e protetta, non abbandonata. Il motivo per cui possiamo avere un nuovo approccio alla pandemia è la vaccinazione: non dobbiamo mai perdere di vista che gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono delle persone non vaccinate, che hanno molte più probabilità di sviluppare la malattia e di svilupparla in forma grave. Questa conferenza - aggiunge quindi il premier - serve anche come ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono ancora vaccinati a farlo, a farlo anche con la terza dose”.
La scuola
“Il governo ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza. Basta vedere gli effetti della diseguaglianza tra gli studenti causati dalla Dad- sottolinea Draghi- per convincersi che questo sistema scolastico provoca delle diseguaglianza destinate a durare, che si riflettono su tutto il futuro della loro vita lavorativa, anche sul futuro lavorativo e salariale. Non ha senso chiudere la scuola prima di aver chiuso tutto il resto e non ci sono i motivi per farlo. Bisogna respingere un ricorso generalizzato alla Dad”.
A proposito delle decisioni prese dal consiglio dei ministri, Draghi aggiunge: “Quando si introducono provvedimenti di questa portata, e per la prima volta si introduce l’obbligatorietà anche sul luogo di lavoro, occorre arrivare all’unanimità. Avere l’unanimità della vasta coalizione che sostiene questo governo è un obiettivo che se possibile si deve raggiungere“.



