Una seduta, quella di oggi, del Consiglio comunale di Modena, al limite del surreale. Nel metodo e nel merito. Nel metodo con tutte le difficoltà legate ai diversi collegamenti da casa, utili sia ad alcuni consiglieri per non uscire e per contingentare le presenza fisiche in aula, al fine di mantenere le distanze di sicurezza. E, nel merito, perché, dopo una estenuante serie di trattative, il bilancio economico di previsione, strutturato prima dell'emergenza coronavirus, passerà così come è. Nel rispetto della scadenza del 31 marzo, dopo la scelta di non utilizzare la possibilità di proroga al 31 maggio prevista del decreto sull'emergenza, ma con un assetto, economico appunto, totalmente avulso dalla realtà emergenziale alla quale la macchina comunale e dei sui servizi dovrà presto rispondere. Ed è così che, sia per non allungare i tempi della discussione, complicata anche da collegamenti a distanza che nei giorni scorsi di prova avrebbero presentato molti problemi, e sia per non alimentare la battaglia politica connessa ad ogni manovra ed in particolare su punti discussi come quello dell'aumento dell'addizionale Irpef da 1,8 milioni, maggioranza, opposizion e giunta hanno sottoscritto una sorta di patto non belligeranza, che comprende anche l'impegno di agire nel corso dell'anno, con manovre correttive, per adeguare non solo le voci, ma l'intero assetto del bilancio, ad una realtà economica e sociale radicalmente cambiata nel corso di appena un mese
Gi.Ga.
E il Consiglio comunale discute sui dehors e approva il bilancio
Con modalità ibrida tra casa e aula, si svolge il consiglio comunale di Modena. L'impegno che il bilancio, strutturato prima dell'emergenza, sarà cambiato
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