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Emergenza–urgenza, il progetto montagna alla prova del voto: apertura Ausl su automedica, ma solo d'estate

Emergenza–urgenza, il progetto montagna alla prova del voto: apertura Ausl su automedica, ma solo d'estate

Oggi pomeriggio, 16 dicembre, il piano di riorganizzazione sanitaria per la montagna sarà portato dall’Ausl all’attenzione dei sindaci dei comuni montani. Discussione a porte chiuse


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Nessun ripristino del medico di emergenza territoriale nell’alto Frignano ma, da parte dell’Ausl, solo l’ipotesi,in linea di indirizzo e tutta da valutare, di disporre un medico sul mezzo avanzato di emergenza urgenza, solo nei periodi a maggiore affluenza turistica. E’ questa l’unica piccola novità che secondo indiscrezioni l’Ausl sarebbe stata disposta ad integrare nel progetto montagna, il tassello finale nel piano di riorganizzazione dell’emergenza urgenza approvato, per le zone nord, centro e sud della provincia il 18 settembre scorso, e oggi sul tavolo nella seduta della Commissione Territoriale socio sanitaria in programma dalle ore 15.La possibilità di reintrodurre il medico di emergenza territoriale a supporto della rete 118 (tolto dall'Ausl dal 1° luglio), per gli interventi nell’Alto Frignano, ma solo in forma limitata e stagionale, nei periodi di maggiore affluenza turistica, rappresenta una soluzione al ribasso almeno rispetto alla richiesta del Comitato salviamo la salute in montagna, ovvero di riavere il medico sempre, ma l’unica sulla quale l’Ausl avrebbe garantito una parziale apertura.Il Comitato ha già fatto sapere che valuterà formalmente la proposta solo dopo la riunione della CTSS di oggi, riservandosi ogni giudizio di merito ma è facile capire che la soluzione stagionale sarebbe lontana dal rispondere in modo
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continuativo ai bisogni sanitari espressi della popolazione residente, più volte rivendicati anche nelle manifestazioni di piazza di questa estate a Fanano e a Sestola, generate a seguito della chiusura del servizio medico di emergenza territoriale.

Cosa prevede oggi il Piano per Pavullo e l’Alto Frignano

Nel documento di riforma della rete di emergenza–urgenza, il Distretto sanitario di Pavullo e dell’Alto Frignano, inserito nell’Area Sud 2 (Pavullo – Area Cimone), viene indicato come territorio da tutelare, ma senza il ripristino del medico a bordo dei mezzi di emergenza.
Il Piano conferma un maggiore ricorso ai mezzi di soccorso base (MSB) per i casi a bassa criticità; l’attivazione di due Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nel Distretto di Pavullo (una per l’alto frignano); la sperimentazione degli ambulatori per la gestione delle urgenze a bassa complessità, con la trasformazione del CAU di Fanano; il rafforzamento delle Case della Comunità, con Fanano hub, Pievepelago spoke e Pavullo hub in programmazione.Di fatto un sistema che in nome del bisogno di ottimizzare le risorse nell’emergenza urgenza sposta il suo baricentro su interventi basati su mezzi avanzati con soli infermieri o solo volontari su mezzi di base e con strumenti salvavita.
Per l’Ausl assolutamente adeguati per garantire l’assistenza degli episodi tempo dipendenti.Nel quadro più ampio del Progetto “Salute della montagna modenese”, presentato ai 18 sindaci delle aree montane, l’Ausl indica l’Appennino come possibile laboratorio regionale per nuovi modelli di sanità: telemedicina, unità di prossimità, ospedale virtuale. Tuttavia, per molti cittadini, il nodo resta uno solo: chi interviene sul territorio quando l’emergenza è reale e immediata.
L’eventuale automedica stagionale, se inserita nel Piano, rischia di apparire come una mediazione al ribasso, utile a stemperare il conflitto ma lontana, anzi lontanissima, dal colmare il vuoto lasciato per i cittadini dalla sospensione del medico di emergenza territoriale. Ormai destinato, per l’alto Frignano, ad essere relegato nella categoria dei ricordi. Atteso il voto da parte dei sindaci di Sestola, Fanano, Montecreto che potrebbero contestare e non votare o votare no al documento o 'accontentarsi' oppure approvarlo con riserva in attesa di un impegno sostanziale e formale della dirigenza.
 

Nella foto, la manifestazione a Fanano, la scorsa estate per dire no allo stop all'attività del medico di emergenza territoriale di Modena
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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