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Famigliari vittime Covid: 'Donini mantenga impegni o passo indietro'

Famigliari vittime Covid: 'Donini mantenga impegni o passo indietro'

L'intervento dei Comitati familiari vittime Covid e Codacons: 'Mai raggiunti i 10.000 tamponi promessi. Insufficienti i controlli per chi proviene dall'estero'


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'Se si guarda il numero di tamponi effettuati in regione, questi variano dai 5.000 al massimo delle 7.000 unità e a poche migliaia di test sierologici. Dei 15.000 controlli non c’è traccia ed il numero di verifiche non è nemmeno mai arrivato al complessivo promesso dall'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini. Tanto per fare degli esempi basti guardare al numero di analisi del 9 agosto pari a 5.413 tamponi, e ai 1.241 test sierologici. Il 10 agosto erano 4.156 tamponi e 1.050 test sierologici, il 15 agosto 6.089 tamponi e 1.146 test sierologici, il 16 agosto 3800 tamponi e mille test sierologici.

Si tratta di un numero basso
di tamponi che vengono effettuati in Regione rispetto ai proclami fatti da Raffaele Donini quando affermava in data 27 maggio 2020, facendo eco a quanto affermato in data 9 maggio 2020 da Sergio Venturi, quindi oltre due mesi fa, con orgoglio che la Regione Emilia Romagna era in grado di poter effettuare sino a 10.000 tamponi al giorno a cui andavano sommati altri 5.000 test sierologici'

Dati e considerazioni elencati ed espresse oggi dai Comitati dei Familiari delle Vittime Covid ed il Codacons Emilia Romagna dichiaratamente 'preoccupati per l’attuale gestione della tutela sanitaria in

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tema di covid 19'

'Crediamo non ci volesse un grande lampo di genio per comprendere, in termini di prevenzione ed isolamento dei contagiati anche asintomatici, che già a partire dal mese di luglio ed a maggior ragione ad agosto era opportuno fare una campagna di monitoraggio con tamponi e test davanti a tutte le discoteche e in tutte e località rivierasche in convenzione con i titolari dei locali e degli hotel e degli stabilimenti balneari per favorire l’esame volontario con l’ausilio di strutture mobili di prelievo tamponi e test degli utenti di dette strutture (cosa che avrebbe non intimorito i turisti ma certamente rassicurato). Il numero di tamponi in questo caso effettuabili sarebbero stati non 15.00 al giorno ma anche il doppio' - affermano i Comitati ed il Codacons.

'Altrettanto ci si domanda come la Regione non abbia ancora inteso assumere misure di contrasto rispetto ai turisti provenienti dalla Francia o da altri Paesi in cui il tassi di contagio sono a dir poco tripli rispetto a quelli italiani'

Da qui il dubbio sull'operato della Regione: 'Il timore e che il basso numero di controlli sia motivato dalla necessità di avere dei numeri di casi positivi contenuti per evitare -misure di

chiusura delle attività produttive ma se così fosse si tradirebbe il dettato costituzionale che pone il diritto alla salute come primo diritto anteposto anche al diritto al lavoro tant’è che il Legislatore non a caso ha sviluppato la normativa in materia di sicurezza sul posto di lavoro negando in assenza di detta sicurezza la possibilità di svolgere attività produttive.

Detto ciò non resta che sollecitare Raffaele Donini, assessore alle politiche per la salute di tramutare immediatamente i proclami in fatti aumentando la quantità e la qualità dei tamponi

'In difetto - concludono - è bene che l’assessore che il commissario facciano un passo indietro per lasciare posto a chi ai proclami preferisce i fatti'

Comitati famigliari vittime del Covid e il Codacons ricordano un altro dato preoccupante, ovvero secondo cui sarebbero stati dimenticati ben 154 morti per covid nel territorio di Parma nel periodo di massima emergenza. Un dato che sarebbe emerso a seguito di una verifica interna dei dati sui decessi, relativo a decessi avvenuti in marzo, aprile e maggio e finora non conteggiati'”.

'Si tratta di dati - conclusono - sulla base dei quali gli organi competenti basavano le loro decisioni in tema di tutela sanitaria e di studio

delle curve epidemiologiche e soprattutto dell’efficacia delle cure sperimentali adottate sino ad oggi.

Questo fatto implementa ancor di più di dubbi sulla effettiva volontà di trasparenza della Regione Emilia Romagna circa la gestione del fenomeno Covid 19'

 

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