L'ex ministro parla da stratega, da teorico, da colui che ha la ricetta giusta. Per il PD, per il Paese, ma che in passato - fa capire - non è stato sufficientemente ascoltato. 'Non avrebbe senso un governo nato per evitare il voto. Il PD è ben altro. E' responsabilità e rinnovamento. Responsabilità, quella che ci ha chiesto Mattarella per il Paese. E quando si chiede un atto di responsabilità il PD risponde'.
Minniti si atteggia da saggio, da professore che sta tenendo una lectio magistralis. A tratti ricorda Crozza che fa Minniti. A tratti, nei gesti e nell'inflessione delle parole, lui, ex ministro, fa intendere di avere le idee chiare, molto chiare su ciò che il governo deve e non deve fare e sugli errori che il PD non si può più permettere di commettere. 'Non dobbiamo commettere l'errore di passare o fare quelli che dopo la devastazione dei conti pubblici lasciati dal centro-destra (Minniti evidentemente intende la Lega, ndr), mettono a posto i conti. La sinistra va al governo per fare tre cose: politiche di crescita, politiche del lavoro e politiche sociali, non per mettere a posto i conti'. Ma questo, per Minniti, si sposa con un altro obiettivo. Generale. Concettuale. E per farlo capire utilizza un termine che prende il posto, pur non essendone sinonimo, di altri dei verbi cancellare, eliminare, ridurre.
'La grande sfida del governo, da fare tremare le vene ai polsi, sarà prosciugare il paese dal populismo nazionalista e dalla paura, giocata ad arte dalla destra'.
Minniti non nomina mai la Lega, parla di destra, identificando Salvini come destra, come fosse per lui un incubo, forse una paude nauseabonda degna, appunto, solo di essere prosciugata. Minniti ripete il concetto del prosciugamento, che nel corso dell'intervento unisce anche alla rabbia. 'Prosciugare populismo, paura delle persone e rabbia' - dice - 'quella che nasce da chi si sente insicuro nel proprio quartiere, e che è arrabbiato perché gli hanno rubato in casa e al quale noi non possiamo rispondere fornendo statistiche che dicono che i reati sono calati. Perché così quella persona percepisce che non stiamo parlando con lui, che non lo stiamo ascoltando. Quindi, se noi non affrontiamo i giacimenti di rabbia e paura prosciugandoli, c'è il rischio che quel nazional-populismo che abbiamo fatto uscire dalla porta, sconfiggendo Salvini, perchè Salvini oggi è un leader sconfitto, non torni più'
Gi.Ga.



