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Scandalo Fondazione, ecco quanto l’ammanco ‘pesa’ sulle erogazioni

Scandalo Fondazione, ecco quanto l’ammanco ‘pesa’ sulle erogazioni

Il valore dell'ammanco paragonabile nel caso minimo, alla cifra in più di erogazioni nel 2026 rispetto all’anno precedente


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Il valore dell'ammanco nelle casse della Fondazione Modena corrispondente a quello che sarebbe stato dirottato nel corso di mesi, e forse di anni, da un dipendente con funzione di responsabilità all'interno della struttura della direzione generale della Fondazione su conti privati e destinati al gioco (e di cui i meccanismi di vigilanza interni e gli organismi direttivi non si sarebbero mai accorti), è impressionante, soprattutto se lo si raffronta agli importi delle erogazioni previste per il 2026 dal piano economico finanziario della Fondazione stessa. I vertici della fondazione hanno sempre affermato che la vicenda dell'ammanco, al di là dell'importo che sarà accertato, che varia da quella base di oltre 850.000 euro definita dalla Guardia di Finanza, fino ad arrivare a quello fino ad ora possibile di due milioni di euro, presunto sulla base delle affermazioni del legale della persona indagata, non avrebbe inciso né sull'attività né sugli importi delle erogazioni. Fatto sta che se guardati sotto la prospettiva dell'importanza delle cifre, tradotte in valore di progetti, l'impatto emerge.I fondi stanziati dalla Fondazione di Modena per l’attività erogativa 2026, stando a quanto è riscontrabile nel Documento Programmatico Previsionale 2026 approvato all’unanimità dal Consiglio d’Indirizzo della Fondazione, ammontano a 21 milioni e 400mila euro, in crescita di 900mila euro rispetto al 2025.
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Cifra, quest'ultima, di fatto paragonabile alla stima minima e tendenzialmente al rialzo dell'ammanco definita da quell'oltre 850.000 euro già, come detto, accertata dalla Guardia di Finanza. Resa nota nell'ottobre scorso. In sostanza, nell'ipotesi di un ammanco da 'oltre' 850.000 euro, si avrebbe già un importo significativo tanto da equivalere all'importo di erogazioni in più previsto nel 2026 dalla Fondazione, rispetto all'esercizio precedente.Ancora più impressionante il raffronto con l'ipotesi dell'ammanco dagli 1,5 ai 2 milioni di euro. Cifra fino ad ora solo presunta, derivante dalle dichiarazioni rilasciate a La Pressa del legale della persona accusata dell'ammanco. Cifra non confermata né smentita dai vertici della Fondazione, a partire dal presidente della fondazione Tiezzi che, interpellato sul tema, ha affermato di dovere e volere aspettare gli esiti delle verifiche della società di revisione esterna, previsti a breve.Fatto sta che in quel caso la cifra corrisponderebbe a quella che la Fondazione ha previsto di erogare nel 2026 per la valorizzazione del progetto Sant'Agostino, con particolare riferimento agli allestimenti delle nuova sale espositive della Fondazione Ago. Di fatto il 10 per cento di quei 19,1 milioni di euro destinati nel complesso ad erogazioni nel proprio territorio di riferimento.
Cifre e percentuali importanti che magari avrebbero potuto incidere sulla quantità delle erogazioni, magari in positivo, ovvero aggiungendosi a quelli che comunque la Fondazione ha deciso di garantire. Quesiti e considerazioni che per ora rimangono tali, all'interno di una serie di domande ancora senza risposta che investono l'area amministrativa, di governo e di vertice, di nomina politica e di rappresentanza pubblica, e l'area tecnica e della direzione generale, al cui interno avrebbe operato in maniera fraudolenta, ma ufficialmente nell'inconsapevolezza generale, compresa quella degli organismi di vigilanza addetti al controllo interno, il dipendente individuato dalla Guardia di Finanza sulla base di segnalazioni esterne di operazioni anomale riscontrate già nel luglio 2025. Come è stato possibile? E se è stato possibile, per quanto tempo e con quali responsabilità di chi aveva il diritto dovere di vigilare? Quesiti da troppi mesi senza risposta e che il presidente della Fondazione, nelle recenti dichiarazioni a La Pressa, ha rimandato alle risultanze degli accertamenti della società esterna di revisione chiamata a accertare l'esatto ammanco, i passaggi che lo hanno reso possibile e l'operato dei vari livelli interni.
Sul cui operato la trasparenza, per un ente che seppur privato gestisce erogazioni con valenza pubblica e sociale, non solo è doverosa ma necessaria.Gi.Ga.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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