Nuova fumata nera sulla Frama Action, che la multinazionale austriaca Hella vuol trasferire da Novi il 6 marzo. Dopo l'incontro di ieri pomeriggio nella sede modenese dell'agenzia regionale del lavoro, ci sarebbero infatti poche novita': non emerge nulla di concreto nemmeno sul possibile acquirente di cui si era parlato.
Il tavolo si e' risolto con un nulla di fatto e con un rinvio all'1 marzo, alle 16, a pochi giorni dunque dal 6: una sorta di ultima spiaggia. All'incontro di ieri c'erano l'amministratore delegato assistito dal proprio legale, mentre era assente la proprieta', il sindaco di Novi, la Regione, i sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl, alcuni lavoratori.
Mentre le proposte sindacali sono state messe a verbale, l'azienda ha confermato la propria posizione gia' illustrata nella lettera in cui annunciava il licenziamento collettivo e la delocalizzazione della produzione. Evidenzia la Fiom-Cgil: 'L'azienda non ha fatto nessuna proposta finalizzata ad un possibile accordo che tenga conto degli aspetti sociali della vertenza, per consentire il mantenimento di produzione e posti di lavoro sul territorio. Al contrario, in questa vertenza, chi rischia la perdita del posto di lavoro viene anche denunciato', e' il riferimento agli episodi recenti ai cancelli. Cosi', sindacati e lavoratori annunciano di voler essere 'in prima fila al presidio di lunedi'' davanti alla prefettura per chiedere 'che i conflitti di lavoro non siano trattati come mero ordine pubblico, ma si ascoltino le ragioni dei lavoratori che manifestano per i loro diritti e la salvaguardia del posto di lavoro: servono interventi legislativi a tutela del lavoro contro le delocalizzazioni, di cui si e' resa protagonista in questo caso la multinazionale Hella', conclude la Fiom.
Frama, nuova fumata nera, il 6 marzo punto di non ritorno
Nell'incontro all'agenzia regionale del lavoro la proprietà ha ribadito la volontà di trasferire lo stabilimento di Novi, controllato da una multinazionale
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