Articoli Politica

Frecciarossa confermato a Modena: il M5S plaude e rilancia sul potenziamento della mobilità regionale in 5 punti

Frecciarossa confermato a Modena: il M5S plaude e rilancia sul potenziamento della mobilità regionale in 5 punti

Tra le proposte il Movimento rilancia la Cispadana ferroviaria e una piattaforma logistica ferroviaria a San Felice sul Panaro


2 minuti di lettura

Il Movimento 5 Stelle di Modena e Provincia, per voce di Stefania Ascari, Giovanni Silingardi, Daniele Leonardi e Massimo Bonora, accoglie con soddisfazione la conferma della fermata del Frecciarossa 9330 a Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza fino a dicembre 2026. 'Una decisione che - dicono - premia il lavoro di monitoraggio e pressione istituzionale portato avanti negli ultimi mesi e riconosce il valore strategico di questo collegamento lungo l’asse della Via Emilia'.

Il prolungamento del servizio oltre la scadenza prevista del 30 giugno viene definito come un risultato significativo per i territori coinvolti. Ma, per il M5S, questo non rappresenta un punto di arrivo: l’obiettivo ora è compiere un ulteriore passo avanti, dando attuazione al progetto ferroviario regionale Bo-Mo-Re-AV, già approvato dai Consigli comunali di Modena e Castelfranco Emilia.
Il progetto Bo-Mo-Re-AV: un collegamento diretto ogni ora
La proposta prevede un treno diretto ogni ora tra Bologna e la stazione AV Mediopadana, con fermate ad Anzola Emilia, Samoggia, Castelfranco Emilia, Modena, Rubiera e Reggio Emilia.
Secondo il M5S, questo servizio consentirebbe a migliaia di cittadini di ridurre l’uso dell’auto privata, con benefici su traffico, emissioni e costi, e garantirebbe un accesso più semplice alle principali direttrici dell’alta velocità verso Milano, Torino, Firenze, Roma, Napoli e il Sud Italia, oltre che verso la dorsale adriatica.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Una misura che, nelle intenzioni del Movimento, rappresenterebbe anche una risposta concreta al caro carburante e all’aumento dei costi della mobilità privata.

Una visione integrata della mobilità
In una nota congiunta, Ascari, Silingardi, Leonardi e Bonora richiamano l’insieme delle proposte che compongono la strategia del Movimento per una mobilità moderna e sostenibile nel territorio modenese.
Tra queste, la Cispadana ferroviaria, considerata un’infrastruttura alternativa al trasporto su gomma lungo l’asse Reggio Emilia–Modena–Carpi–Bassa modenese–Ferrara, con ricadute positive anche sulla logistica ferroviaria e sul collegamento con il porto di Ravenna, evitando il nodo di Bologna.

Il M5S rilancia inoltre la creazione di una piattaforma logistica ferroviaria nella Bassa modenese, individuata a San Felice sul Panaro in un’area di proprietà di Ferrovie dello Stato già destinata a scalo merci dagli anni ’90 ma mai sviluppata.

Altro fronte riguarda l’evoluzione della linea “Gigetto”, per la quale il Movimento propone la trasformazione in una moderna metrotranvia di superficie, eliminando i passaggi a livello e migliorando sicurezza, efficienza e attrattività del servizio, seguendo modelli già adottati in diverse città italiane ed europee.

Il M5S chiede poi l’attivazione di un tavolo provinciale permanente sulla mobilità, ritenuto necessario per
coordinare idee, progetti e risorse e costruire una rete di trasporti realmente utile ai cittadini.

Infine, il Movimento punta a rafforzare l’internazionalizzazione del territorio attraverso il sistema ferroviario, chiedendo alla Regione di ampliare gli attuali collegamenti internazionali Bologna–Monaco e Bologna–Zurigo, con l’obiettivo di connettere Bologna e le città della Via Emilia a capitali europee come Basilea, Berna, Ginevra, Parigi, Lione, Vienna, Salisburgo e Graz.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.