Non è così che si può andare avanti. Per questo cogliamo con favore l'auspicio seppur tardivo del sindaco ad una necessaria trasparenza sui dati dei flussi verso la nostra città, sulla reale capacità di accoglienza e sui rischi che l'immigrazione regolare ed irregolare comporti in termini di sicurezza e ordine pubblico.
Ad affermarlo il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Modena Pier Giulio Giacobazzi commentando le dichiarazioni del sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli sul boom di stranieri sbarcati sulle coste italiane, e in arrivo a Modena, e sul rischio che la situazione possa andare fuori controllo. Nelle sue parole il sindaco Muzzarelli ha inoltre accusato il governo di mancata trasparenza sui numeri e sulla potenziale situazione che potrebbe crearsi in città.
'Non è con la propaganda a corrente alternata, ovvero accesa solo quando al governo c'è il centro destra, che si risolvono i problemi'. Da qui il consigliere comunale azzurro richiama alcuni passaggi della lettera fornita dall'assessore comunale
'Ciò che temevano purtroppo è confermato dai numeri ufficiali forniti alcune settimane fa dall’Assessore Comunale ai servizi sociali Roberta Pinelli alla mia interrogazione sulla presenza di richiedenti asilo sul territorio comunale. Su 1095 accolti nelle strutture di accoglienza presenti a Modena al 31 dicembre 2022, almeno 495 erano senza requisiti necessari per ottenere l’asilo e quindi il permesso di soggiorno, ma continuavano ad essere presenti nelle strutture perché in attesa dell’esito del ricorso avverso la decisione della commissione territoriale che aveva bocciato la loro richiesta. Una attesa che può durare anche due anni, e in circa il 60% dei casi, si conclude con un rigetto del ricorso presentato. Un rigetto che non toglie il diritto del richiedente asilo di presentare un ulteriore ricorso, prolungando ulteriormente la propria permanenza nei circuiti di accoglienza fino all’esito del giudizio che può arrivare, appunto, ai due anni'.
'In sintesi - specifica Giacobazzi - ii dati confermano che
Un sistema che vanifica anche gli sforzi fatti per accelerare i tempi di analisi delle singole richieste'. Di fatto per garantire un turn over all'interno delle strutture che dovrebbero fornire accoglienza temporanea in attesa dell'esame della richiesta di asilo.
'Se nel 2017, anno del boom di sbarchi, la permanenza nei centri di accoglienza in attesa della valutazione della propria richiesta di asilo durava anche un anno anno e mezzo, oggi grazie alla presenza di tre commissioni territoriali di valutazione, la permanenda sarebbe di 4 mesi circa, prima di essere convocati dalla commissione e di otto per l’esito. Che a seguito di diniego della richiesta di asilo, e della possibilità di fare ricorso, possono allungarsi a 48 mesi.



