“Ai tempi del Pci di Togliatti ma anche di Berlinguer una polemica come questa sul nulla non ci sarebbe mai stata, sarebbe stata bloccata subito perchè una classe dirigente di sinistra deve occuparsi dei problemi veri e seri della collettività, del posto di lavoro, della disoccupazipone, delle nuove povertà, altro che di sciocchezze e di pettegolezzi di questo genere. Oggi invece nessuno interviene per bloccare il populismo che ha creato in Italia il 'grillismo' di cui tutti paghiamo le conseguenze. Ma questo succede perchè manca una vera leadership nel Pd, autorevole e credibile, che sappia imporre un cambiamento radicale nel modo di fare politica e che ponga all'ordine del giorno argomenti di discussione seri e non populisti che sono poi sfruttati da Grillo e dal Movimento 5Stelle con tutte le conseguenze negative che conosciamo”.
Claudio Velardi è lo stesso che qualche tenpo fa disse senza mezzi termini che “i dirigenti del Pd avevano sbagliato strategia favorendo le posizioni populiste e a volte qualunquiste dei 5Stelle e di Grillo che da comico è divenuto, per responsabilità della sinistra, il regista della vita politica italiana.”. Aggiungendo che ”i vertici del Pd hanno una cultura vecchia, badono solo all'oggi e alla conservazione del potere che hanno nel governo Draghi, mentre il mondo va veloce e da anni sono vittime e succubi delle scelte altrui, sostenendo prima cocciutamente il governo Conte e poi il governo Draghi, scelto da altri. Hanno sbagliato tutto insomma, non ne hanno beccata una. E mi spiace che anche D'Alema sia caduto in errore quando ha detto all'inizio dell'ultima crisi di governo che era impossibile che l'uomo più popolare (Conte) venisse cacciato da quello più impopolare (Renzi)”.
Ma Velardi ha fatto un'altra affermazione assai dura quando ha detto che: “La presunta superiorità morale degli attuali dirigenti del Pd rispetto agli altri partiti deriva da una cultura politica dominante che è quella post-comunista, quella della 'ditta' che fa della conservazione del potere un totem assoluto e che quindi si ritrova senza un leader vero, né un'anima, nè una visione del futuro.
Cesare Pradella



