'Il vice presidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, si è particolarmente impegnata contro le proiezioni di vari documentari sulla storia del Donbass che sono stati programmati comunque in parecchie decine di sale, noleggiate ad hoc da gruppi e associazioni varie, in alcune di queste proiezioni sono intervenuti come relatori anche esponenti del Movimento Indipendenza, sia in Emilia-Romagna che in altre regioni. Pina Picierno, insieme ad altri esponenti del Pd ritiene che si tratti di propaganda russa e come tale non idonea ad essere diffusa in Italia, pur trattandosi di argomenti fondamentali per comprendere la guerra in Ucraina, come gli avvenimenti di Piazza Maidan che determinarono l’avvento di un governo violentemente russofobo e la secessione dei territori del sud est dell’Ucraina. Il Pd vuole evidentemente evitare che gli italiani si informino a 360 gradi e probabilmente si trova in imbarazzo per giustificare l’appoggio totale ed incondizionato all’Ucraina, visto che questi documentari provano in modo chiaro ed inequivocabile la presenza di gruppi nazionalisti e suprematisti di estrema destra, contro i quali più volte si è espressa anche la dirigenza russa. A questo proposito, ci sembra utile riportare un episodio dei giorni scorsi, avvenuto a Druzhkivka, un villaggio nell’oblast di Donestk, vicino alla linea del fronte attuale, dove militanti del gruppo di estrema destra Svoboda hanno innalzato manifesti inneggianti a Stepan Bandera, con tanto di foto e di saluti, Bandera è considerato un eroe dai ultra nazionalisti ucraini ed un criminale di guerra da tutti gli altri, per il suo collaborazionismo con i tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Il Pd ed i suoi più stretti alleati dimostrano anche che le idee politiche o i simboli più “estremi” possono essere sdoganati, se rientrano nell’ambito del pensiero unico americano centrico, se si combatte assieme alla Nato o agli Usa ogni “peccato” viene perdonato. La battaglia per la libertà di espressione segue lo stesso cammino della battaglia per la pace che è nemica di ogni censura, praticata dai nuovi maccartisti che sfidano qualsiasi cosa, pur di riuscire nella loro opera. Compreso il senso del ridicolo'.


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