A Pavullo oggi solo 7 su 13 medici specializzati abilitati e formati secondo gli standard regionali, per operare nel soccorso di emergenza urgenza sanitaria su mezzi mobili, sono in servizio. Le cause di questa carenza sono principalmente due. Da un lato gli anni in cui a livello regionale non sono stati organizzati, in numero sufficiente rispetto alle esigenza, corsi specialistici per personale medico, formato per intervenire in emergenza sui mezzi attrezzati.
Dall’altro, le condizioni contrattuali, spesso legate a rapporti a termine di pochi mesi che non garantiscono non solo le ferie ma anche in molti casi pasti nelle mense aziendali o il rimborso chilometrico per i trasferimenti con auto propria. Insomma, servizi basilari. Un vero problema per chi deve raggiungere sedi montane o comunque lontane dai luoghi di residenza. A denunciare la situazione, da Pavullo, alcuni medici dell’emergenza - urgenza rappresentanti dello Snami, e dal referente regionale Roberto Pieralli, reduce da un recente tavolo regionale al quale il sindacato afferma di essere riuscito a mettere dei punti fermi per invertire la rotta, anche se in modo temporaneo. Sulla base di accordo definito comunque tampone, della durata limitata, ma che almeno congela la situazione di emergenza in prospettiva di nuovi accordi


