“Oggi la legge prevede l’istituzione a carico delle Ausl di commissioni multidisciplinari per stabilire l’effettiva età del minore straniero non accompagnato. Tali commissioni sono composte da un'assistente sociale, una psicologa, due pediatri, due medici radiologi, un mediatore interculturale – ha spiegato Pelloni -. In caso di dubbio sulla maggiore o minore età del giovane straniero non accompagnato da parte della commissione multidisciplinare viene sempre presunta la minore età ed inoltre il minore o presunto minore non è obbligato a sottoporsi a tale valutazione. Una situazione aggravata dal fatto che non è presente un registro regionale degli esiti delle valutazioni delle commissioni multidisciplinari provinciali né è previsto che il loro fotosegnalamento venga inserito nella banca dati SDI in dotazione alle Forze dell’Ordine: in questo modo se i minori lasciano la struttura in cui sono stati collocati per recarsi autonomamente in altre province la loro valutazione dell’età non risulterà ai servizi, rendendo vano il lavoro svolto fino a quel momento”.
Un tema di fronte al quale l’assessore Igor Taruffi ha risposto rilanciando il problema al Governo e citando la convenzione Onu sui diritti dell’infanzia. “E’ necessario adottare estrema cautela nei confronti dei migranti minorenni rintracciati in Italia in posizione irregolare – ha detto l’assessore -. Del resto se il minore fosse erroneamente identificato come maggiorenne potrebbero essere adottati provvedimenti gravemente lesivi dei suoi diritti. Per questo la giunta regionale ha ritenuto di definire procedure operative uniformi sul territorio regionale per l'applicazione delle disposizioni nazionali relative all'accertamento dell'età. Le procedure per capire l'età del giovane straniero comportano un'analisi complessa sia sul piano sociale, sanitario ma anche per quanto riguarda le funzioni attribuite al tribunale per i minorenni, è quindi indispensabile che il governo adotti tutte le misure necessarie a dottare tali istituzioni delle risorse umane necessarie in termini di magistrati assegnati e di personale di cancellerie”.
Una risposta che non ha soddisfatto il consigliere Pelloni. “Temevo un rimpallo di competenze da parte della Regione e così è stato – ha detto in Aula Pelloni -.



