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Il centro-sinistra boccia il Fattore Famiglia

Il centro-sinistra boccia il Fattore Famiglia

La proposta del centro destra e M5S per introdurre il sistema per il calcolo dei fabbisogni delle famiglie e degli aiuti, respinto dal Consiglio Comunale


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Il tentativo di introdurre il Fattore Famiglia nel sistema con cui il Comune valuta bisogni e contributi da riconoscere alle famiglie, superando il sistema basato sull'Isee, avanzato dal centro destra (Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia), e Movimento 5 stelle attraverso una mozione presentata in consiglio comunale, sbatte contro il fronte comune del PD e della maggioranza che ad esclusione di Modena Civica (astenuta con il Consigliere capogruppo Catia Parisi), e del Presidente del Consiglio e consigliere PD Fabio Poggi, esprime un no secco alla proposta.

'Per la prima volta in questa legislatura il PD si è spaccato sulla mia mozione' - sottolinea Alberto Bosi, primo firmatario della mozione. 'Da una parte gli ex margherita, cattolici, dall'altra parte gli ex ds. Gli ex ds hanno votato contro gli ex margherita o si sono astenuti o non hanno partecipato al voto stando fuori dall'aula e rientrando subito dopo il voto. Inoltre si è anche spaccata la maggioranza. Modena civica si è astenuta contrariamente agli altri partiti della maggioranza' - commenta Bosi.

Un voto finale seguito ad un dibattito che si è dipanato di fatto da un lato tra la necessità, sostenuta dalle minoranze, di superare l'Isee (ritenuto troppo rigido ed inadeguato a rappresentare la reale situazione di bisogno), e dall'altro la difesa dello strumento attualmente in vigore, l'Isee appunto (sostenuta dal centro sinistra).
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'Un indicatore l'Isee che negli anni è stato modificato proprio per adattarsi alle nuove esigenze' - ha sottolineato il Consigliere Verdi Paola Aime.

Compatto il fronte dei partiti firmatari della mozione secondo i quali il Fattore Famiglia nasce con lo scopo prioritario di garantire un accesso equo alle prestazioni socio??assistenziali attraverso l’accertamento dei mezzi economici della famiglia, che si misurano in base ad una scala di equivalenza, per rendere confrontabili situazioni reddituali e familiari differenti. In sostanza, uno strumento più equo rispetto all'Isee ritenuto inefficiente ed iniquo, perché in molti casi escluderebbe dagli aiuti chi ne ha più bisogno, a vantaggio di chi vive situazioni di minor disagio.

Il capogruppo Forza Italia Piergiulio Giacobazzi porta un esempi, quello di una famiglia alla quale è stato 'negato un contributo e che è costretta a non iscrivere, per problemi economici, il figlio alla scuola dell’infanzia. Supponiamo sempre che la componente femminile di questa famiglia sia costretta a rifiutare una posizione lavorativa part-time a causa dell’impossibilità di garantire al proprio figlio una adeguata sistemazione durante l’orario di lavoro. In questo caso, quanto costa alla società l’errore di valutazione?
Che problemi sociali comporta?. Problematiche che spesso si verificano con l'applicazione dell'Isee, tra l'altro tarato su una situazione reddituale vecchia rispetto a quella relativa al periodo in cui si chiedere il contributo, e che l'applicazione del Fattore Famiglia potrebbe evitare'
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