Il sentimento umano di partecipazione al dolore da parte delle istituzioni, di tutto il mondo politico che per una volta è stato sobrio e sincero mettendo in luce le idee, i contrasti nella icona del sorriso di disponibilità all'ascolto da parte del presidente scomparso. Giusto e necessario pur in presenza degli immancabili necrofori inneggianti alla scomparsa: non sono spariti i fan del nazismo, figuriamoci se negazionisti, miserevoli e inqualificabile che godevano della loro libertà di insultare la scomparsa dell'uomo pubblico e delle istituzioni avessero perso la occasione di apparire.
Siamo certi che la polizia postale rintraccerà questi anonimi vigliacchi e feccia, sottoprodotti della libertà.
A me rimane uno spazio per mettere in risalto un tratto politico che nessuno ha evidenziato. David Sassoli era un cattolico autentico e in Europa ha dimostrato che la sua famiglia politica era la socialdemocrazia. Senza esitazioni e senza falsi pudori, in apertissima contrasto col Pd italiano.
Per la socialità cristiana, ispirata al magistero di Papa Francesco, per la disponibilità al dialogo con tutti senza demordere sui principi, ma anche accettando le mediazioni. Ha rischiato in prima persona: sui provvedimenti contro la Russia incontrando il duro scontro col dittatore Putin.
Infine con la sua idea: siamo europei perché amiamo i nostri paesi. E con la lotta alla pandemia ha spinto e utilizzato tutto il suo potere per rilanciare gli aiuti per la economia e per la occupazione: senza sviluppo non c è futuro. Poi al cambio di guardia politica e istituzionale ha detto che non esistevano interessi personali in grado di fermare la unità necessaria per la Europa dei popoli.
L'unico grande precedente culturale è politico di altissimo profilo a cui lo avvicino è J. Delors, cattolico e socialista francese. Grande intellettuale ed europeista in Francia e nel lavoro in Europa.
Ho un ricordo in proposito illuminante e personale fra i tanti politici ed organizzativi che ho avuto la possibilità di annoverare nell'incontrare Sassoli.
A palazzo Europa quando arrivò ero in colloquio con l'onorevole Castagnetti. Castagnetti disse testualmente: 'Ecco con me un socialista autentico'. Sassoli rispose: 'Lo conosco, ma in Europa la siamo tutto o quasi. Dovremmo farlo in Italia'.
Unità e verità, coraggio e mano sempre pronta ad accogliere, disponibilità a non cedere alla tattica i grandi principi. Il socialismo è uno e le applicazioni sono lasciate al movimento fatto di partiti, sindacati, associazioni.
Paolo Cristoni


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