Secondo la Segreteria di Stato, la proposta approvata alla Camera e ora all’esame della Commissione Giustizia del Senato violerebbe in alcuni contenuti l’accordo di revisione del Concordato. Sarebbe la prima volta che il Vaticano fa ricorso a queste facoltà previste dai Patti Lateranensi.
Sempre quanto riporta il Corriere della Sera, lo scorso 17 giugno monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato Vaticana, si è presentato all’ambasciata italiana presso la Santa Sede e ha consegnato nelle mani del primo consigliere una “nota verbale”. “Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato — recita il testo — riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”. Secondo il Vaticano alcuni passaggi del ddl Zan non solo metterebbero in discussione la «libertà di organizzazione» ma attenterebbero, più in generale, alla «libertà di pensiero» della comunità dei cattolici.
'Critiche dal Vaticano? Siamo sempre stati favorevoli a norme forti contro l’omotransfobia ma siamo sempre stati aperti ai confronti e guarderemo con il massimo spirito di apertura ai nodi giuridici, pur mantenendo il favore sull’impianto perchè si tratta di una norma di civiltà per il paese' - ha commentato il segretario dem Enrico Letta.
'Riassumendo: il Vaticano che ha un debito stimato di 5 miliardi di euro su tasse immobiliari mai pagate dal 2005 ad oggi per le strutture a fini commerciali dice all’Italia ‘guarda che con il Ddl Zan stai violando il Concordato - scrive invece su twitter Fedez.



