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Immigrazione, il governo vara il nuovo decreto flussi: c'è anche l'assegno di inclusione

Immigrazione, il governo vara il nuovo decreto flussi: c'è anche l'assegno di inclusione

Le novità del provvedimento riguardano anche i tempi del nulla osta al lavoro subordinato e l'eliminazione delle quote per chi lavora nell'assistenza familiare


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Misure urgenti in materia di immigrazione e lavoro, con un’attenzione particolare all’inclusione sociale. Questo l'oggetto del nuovo decreto flussi varato dal governo che regola, appunto, l'arrivo sul territorio di stranieri regolari per motivi di lavoro.

Tra le novità del nuovo decreto sui flussi degli immigrati regolari spicca l’estensione dell’assegno di inclusione ai cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale e alle vittime di violenza domestica.

Il provvedimento, presentato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai ministri Marina Calderone e Matteo Piantedosi, si inserisce in un più ampio piano di riforma del sistema migratorio italiano. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, garantire un ingresso regolare e ordinato dei lavoratori stranieri; dall’altro, contrastare con maggiore efficacia il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento.
Tra le misure operative, il decreto modifica i tempi per il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, che ora decorre dal momento in cui la richiesta viene imputata alla quota di ingresso, anziché dalla data di presentazione. Viene inoltre rafforzato il controllo sulle dichiarazioni dei datori di lavoro, estendendolo anche a categorie come volontari, ricercatori, lavoratori altamente qualificati e soggetti coinvolti in trasferimenti intra-societari.

Il testo stabilizza alcuni meccanismi già sperimentati, come la precompilazione delle richieste di nulla osta e il limite massimo di tre richieste per datore di lavoro privato, estendendoli anche al lavoro stagionale.
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Inoltre, viene riconosciuto il diritto del lavoratore straniero a soggiornare e lavorare temporaneamente anche durante l’attesa della conversione del permesso di soggiorno.

Un altro intervento importante riguarda le vittime di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita, per le quali la durata del permesso di soggiorno viene estesa da sei a dodici mesi. Lo stesso vale per i permessi concessi per motivi di protezione sociale, in linea con quanto già previsto per le vittime di violenza domestica.
Il decreto prevede anche che l’ingresso e il soggiorno dei lavoratori impiegati nell’assistenza familiare o sociosanitaria, in particolare per persone con disabilità o anziani, siano esclusi dal sistema delle quote. Durante i primi dodici mesi di occupazione, questi lavoratori potranno svolgere esclusivamente l’attività autorizzata e cambiare datore di lavoro solo previa autorizzazione degli Ispettorati territoriali.

Infine, viene prorogata fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per il Ministero dell’Interno di avvalersi della Croce Rossa Italiana per la gestione dell’hotspot di Lampedusa, mentre il decreto ministeriale relativo ai programmi di volontariato per giovani stranieri avrà cadenza triennale, anziché annuale.
Anche il termine per il rilascio del nulla osta per il ricongiungimento familiare viene innalzato da novanta a centocinquanta giorni, in linea con la normativa europea.
Nel complesso, il decreto rappresenta un intervento articolato che mira a rendere più efficiente e giusto il sistema migratorio italiano, con un’attenzione crescente alla tutela dei diritti e all’inclusione sociale dei cittadini stranieri.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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