Torna sul tema CPR la netta contrarietà ideale e di merito espressa dalle segreterie del PCI e della federazione giovanile comunista di Modena. Una contrarietà ideale e di merito sulle politiche di gestione dell'immigrazione che dalla prospettiva comunista rimane sostanzialmente tale dal governo di centro-sinistra al governo di centro-destra. Sfociando in un vero e proprio manifesto sull'immigrazione e, più in generale, con il rilancio ideale di una prospettiva anti-capitalista.
'Come comunisti abbiamo a cuore le sorti dei lavoratori italiani e di tutto il mondo, e crediamo nella possibilità di superare il capitalismo e costruire una società a misura d’uomo. Una società nella quale ogni essere umano dispone degli stessi diritti e degli stessi doveri ovunque nel mondo. La crisi che spinge a migliaia le persone ad affrontare viaggi lunghi, costosi e pericolosi per giungere in Europa ha le sue cause nella disparità di potere tra le nazioni, nella rapina operata per secoli (e tuttora in corso) dalle potenze “sviluppate” a scapito delle terre e dei popoli d’Africa e d’Asia. Una vera soluzione alla crisi migratoria si può dunque avere solo mutando profondamente l’ordine politico e sociale mondiale.
Una città e una provincia come quelle di Modena - conclude la nota delle segreterie PCI e deel giovanile comunista - non possono contraddire la tradizione di apertura, di accoglienza che le contraddistinguono. Chiediamo dunque con forza che le amministrazioni locali si oppongano, senza deroga alcuna, alla apertura di un CPR, ed invitiamo tutti i cittadini democratici a rifiutare l’approccio autoritario, xenofobo, disumano nella gestione dei fenomeni migratori che è venuto costruendosi sino ad arrivare all’approccio “muscolare” degli ultimi ministri degli interni Minniti e Salvini, e che non si rivela minimamente in grado di risolvere il problema a livello nazionale né comunitario'


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