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Immigrazione: pronto il decreto Lamorgese, ritorno al pre-Salvini

Immigrazione: pronto il decreto Lamorgese, ritorno al pre-Salvini

Nel piano del Ministro dell'Interno tutti i richiedenti saranno accolti con permessi umanitari e nel circuito dell'accoglienza entreranno i comuni


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Che ritornerà 'un pò tutto come prima' lo ha detto direttamente il ministro dell'Interno Lamorgese ieri intervistata al Caffeina Festival a Santa Severa sul tema caldo dell'immigrazione e annunciando di avere 'chiuso' la stesura del nuovo decreto immigrazione. Quello destinato a sostituire quelli che il governo PD-M5S non ha ancora cambiato, che aveva decurtato i soldi destinati all'accoglienza giornaliera dei migranti (a Modena, come La Pressa ha più volte denunciato ancora disatteso nel merito dei costi) e togliendo la possibilità di ottenere il permesso umanitario per tutti coloro che non avendo i requisiti per vedere accolta la propria richiesta di asilo, diventavano di fatto irregolari sul territorio.

Ed è proprio su questo punto che si inserirà la 'controriforma' Lamorgese:''abbiamo modificato il sistema accoglienza anche per coloro che sono richiedenti asilo, affinché entrino nel circuito di accoglienza identico a quello che oggi è riservato a coloro che sono titolari di protezione umanitaria, ritornando un po' come era prima'. Che equivale nei fatti ad una sorta di sanatoria per gli oltre 14.000 migranti arrivati senza permesso sulle coste italiane da inizio anno (con il picco di luglio), e inseriti in percorsi di accoglienza in attesa di andare di fronte alla commissione che esaminerà la loro richiesta (visto che il tempo intercorso dall'inserimento nel circuito di accoglienza all'esame della richiesta è in media superiore ad un anno).
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E' come dire, tutti in un modo o nell'altro saranno accolti, mantenuti ed inseriti nel percorso di accoglienza. Al netto, ovviamente, di chi farà perdere le proprie tracce, di chi vivrà clandestinamente sul territorio.

Ma non è tutto perché il ministro Lamorgese, forse consapevole delle gravi criticità che ha presentato il sistema di accoglienza strutturato nel 2014 e gestito dalle Prefetture (e mai uscito dalle condizioni di emergenza), ha deciso (e su questo punto attende solo il parere dell'Anci), di passare la gestione dei Centri di accoglienza ai Comuni.

'Spero di poter mandare il testo a Palazzo Chigi prima di ferragosto - ha detto Lamorgese - poi se ne parlerà a settembre. La cosa importante è aver trovato un testo condiviso con la maggioranza'.
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