Particolare è il dato sulla nazionalità dichiarata da chi sbarca. La maggioranza relativa è rappresentata dalla Costa d'Avorio, con 5.094 sbarcati sui 28.285 totali. Segue la Guinea (3.921), Pakistan (2.778) e Tunisia, il paese su cui si concentrerebbe ora la rotta principale verso l'Italia, a 2.210 sbarchi, meno del 10% del totale.
Numeri, quelli aggiornati al 7 aprile, che non tengono conto degli altri 3000 arrivati sulle coste italiane nel fine settimana pasquale e tratte in salvo nel mare della Calabria e della Sicilia.
E la cronaca continua a dare conto di altre tragedie. Trentotto i morti e 18 i dispersi, vittime di due naufragi al largo della Tunisia e di Malta. Oltre 40 i barchini giunti a Lampedusa negli ultimi tre giorni, per un totale di quasi duemila persone strappate dalle acque del mare.
L’hotspot di Lampedusa, dopo lo svuotamento delle scorse settimane, è di nuovo al collasso con 1.800 persone ospitate, quattro volte più della sua capienza massima. Tra loro ci sono anche i ventidue superstiti, tra cui 9 donne, del naufragio avvenuto nella notte tra sabato e domenica in acque Sar maltesi.
La questione migranti nel frattempo è al centro dell'agenda parlamentare e di governo. Vertice al Viminale il cui obiettivo sarà quello di rafforzare la stretta già annunciata all’indomani della strage di Cutro.
Dal confronto atteso nel pomeriggio, e che vedrà l’esecutivo compatto sugli emendamenti, si passerà poi alla commissione Affari costituzionali del Senato.
La parola d’ordine sarà quella di stringere ulteriormente le norme sull’immigrazione in modo da
Il sottosegretario Nicola Molteni ha già spiegato che i nuovi emendamenti serviranno 'per affrontare le ulteriori questioni emerse dopo l'emanazione del decreto, tenuto conto della particolare rilevanza del flusso migratorio in atto'. Secondo alcune indiscrezioni saranno introdotte regole più rigide per l’ottenimento della protezione speciale.



