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Incendio accampamento abusivo: Assessore nega baraccopoli e allacciamento elettrico irregolare

Incendio accampamento abusivo: Assessore nega baraccopoli e allacciamento elettrico irregolare

Andrea Bosi, assessore alla legalità, risponde ad una interrogazione del Consigliere Giacobazzi (FI) sul rogo nell'area di San Cataldo. 'Il Comune sapeva della situazione'


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Per favore, non usiamo con leggerezza la parola ‘baraccopoli’: un essere umano che dorme al freddo, sott’acqua, nella boscaglia è semmai una tragedia”.

Ha esordito così l’assessore ai Lavori Pubblici, Centro storico, Politiche per il lavoro e la legalità Andrea Bosi rispondendo, durante il Consiglio Comunale in modalità question time, all’interrogazione illustrata da Piergiulio Giacobazzi di Forza Italia con oggetto le “baracche abusive nuova diagonale-cimitero San Cataldo: furto di elettricità ed incendio in data 20/09/2021”.

Il consigliere facendo riferimento all’incendio di alcune baracche abusive nella boscaglia limitrofa alla nuova diagonale dietro al Cimitero di San Cataldo, “abitate da persone di origine extracomunitaria”, ha definito “sconcertante l’esistenza di baraccopoli a Modena”. E affermando che “quello che in prima battuta sembrava un incendio fortuito, parrebbe in realtà causato da un corto circuito che ha interessato un allacciamento fraudolento di una delle baracche ai pali dell’illuminazione pubblica”, ha chiesto: “quante persone sono state interessate dall’incendio e se vi siano feriti; se siano state identificate e dove siano state traferite; se risponda a verità che le baracche fossero collegate abusivamente alla luce pubblica e, conseguentemente, se gli occupanti siano stati denunciati per il relativo reato; se sia a conoscenza di altri simili accampamenti abusivi”.

'L’assessore Bosi -
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riferisce l'ufficio stampa del Comune - ha spiegato che sono stati riscontrate manomissioni alla base di un palo dell’illuminazione pubblica, ma nessuna prova concreta di allacciamenti abusivi collegati al giaciglio che quindi può essere andato a fuoco per diverse cause; anzi, in un intervento disposto ed effettuato dalla Sala operativa non è stato rilevato alcun allacciamento'. La Pressa aveva pubblicato il giorno dell'incendio un cavo elettrico collegato alla base del lampione e che si estendeva nella boscaglia dove era presente anche all'accampamento. Inoltre avevamo documentato, il giorno successivo, la rimozione dello stesso da parte dei tecnici.

La risposta dell'assessore Bosi continua nello specifico della presenza di un accampamento abusivo in quell'area, con giacigli di fortuna, confermandone di esserne a conoscenza. L'Assessore - sottolinea il Comune 'ha confermato che la situazione legata all'esistenza di giacigli di fortuna in quell’area era stata oggetto di richieste d’intervento due volte e che, per fortuna, non si ha notizia di persone coinvolte né tantomeno rimaste ferite nell’incendio su cui è intervenuta la Polizia di Stato anche in merito alle indagini su alcune persone che frequentavano quei luoghi pur non stanziandovi.
“Indagini che sono ancora in corso” ha continuato Bosi accennando a “un'unica persona che stabilmente viveva in quel giaciglio, contattata più volte dai Servizi sociali senza esiti positivi.

In replica, il consigliere Giacobazzi ha ricordato che, al di là del caso specifico, “al cimitero di San Cataldo si sono verificati episodi di delinquenza e spaccio di droga, come sanno i residenti, ma anche coloro che vanno in visita ai defunti”. Obiettivo dell’interrogazione, ha aggiunto, è anche quello di “richiamare l’attenzione su un caso di problematica sociale, sui cui evidentemente serve un intervento, prima che possa eventualmente degenerare come è successo in altre città”.
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