La prima conseguenza confermata è che il territorio modenese subisce un impatto ambientale da emissioni conseguentemente all'incenerimento di rifiuti che non produce. È un dato noto da anni, ma che i numeri più recenti ribadiscono con più evidenza.
Confrontando il dato annuo 2025 con quello dell’anno precedente, emerge che i rifiuti totali inceneriti sono in aumento. Nel 2024 erano stati 187.487 tonnellate, mentre l’ultimo dato disponibile per il 2025 indica 196.179 tonnellate: quasi 9.000 tonnellate in più.
Un incremento che rafforza l’idea di un impianto che non sta andando verso una riduzione dei carichi, ma verso un utilizzo crescente o comunque intorno alla soglia delle 200.000 tonnallate che rappresenta quasi un regime se si considerano le 220.000 del limite annuale consentito.
Speciali in crescita, urbani in calo
Nel mese di dicembre 2025 sono state conferite 18.526 tonnellate di rifiuti, di cui 11.869 tonnellate di speciali: quasi due terzi del totale. Su base annua, il quadro è analogo: 110.902 tonnellate di speciali contro 85.277 tonnellate di urbani. In pratica, 57 rifiuti su 100 inceneriti nel 2025 non provengono dalle utenze residenziali e urbane, ma da attività produttive e impianti di trattamento.
La componente più rilevante tra gli speciali è quella dei codici EER 19.12.xx, gli scarti dei trattamenti meccanici dei rifiuti: residui non riciclabili che arrivano da impianti di selezione, spesso situati fuori provincia. Nel 2025 questi scarti hanno raggiunto 51.883 tonnellate, quasi la metà di tutti i rifiuti speciali inceneriti.
I rifiuti urbani, invece, mostrano un peso relativo sempre più ridotto. Le tonnellate conferite all'inceneritore nell'ultimo anno ammontano a 85.277. Di queste 26.165 tonnellate provengono da fuori provincia. Il risultato è un impianto che opera in modo sempre più interprovinciale, bruciando rifiuti che non sono prodotti dal territorio che comunque ne subisce gli impatti in termini ambientali. Un tema, quest'ultimo, con risvolti anche sociali e politici.
Anche se le famiglie riducono i rifiuti, anche se aumentano l'indifferenziata, anche se migliorano la qualità della differenziata, il carico complessivo dell’impianto non diminuisce, perché è sostenuto da flussi di rifiuti speciali e da conferimenti extra-provinciali destinato ad un impianto con dimensioni e logiche industriali sovra provinciali e sovra-regionali.
Dati che, come più volte evidenziato, hanno anche un altro valore politico: è evidente come l’inceneritore continui a svolgere un ruolo rilevante nella strategia industriale e nel modello di business di Hera. In tutti i suoi aspetti. Sia come destinazione di rifiuti urbani e speciali con bacino sovra provinciale e regionale, sia rispetto ai derivati dall'incenerimento. ovvero energia termica utilizzata per produrre energia elettrica.
La realtà, stando ai dati, fa prospettare l'esatto contrario. Il volume crescente di rifiuti speciali che compensa abbondantemente la riduzione dei rifiuti urbani, e la funzione interprovinciale e nazionale dell’impianto, vengono letti, anche da occhi non esperti, come segnali di una persistente centralità dell’inceneritore nel sistema industriale regionale dei rifiuti, nonostante gli obiettivi dichiarati di transizione verso modelli più orientati alla riduzione e al riciclo.
Gi.Ga.



