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La Regione approva la legge 'Salva Casa': si punta alla semplificazione, ma le opposizioni insorgono

La Regione approva la legge 'Salva Casa': si punta alla semplificazione, ma le opposizioni insorgono

Il provvedimento armonizza la nuova normativa nazionale con quella locale. Cambi di destinazione d'uso possibile solo all'interno dei piani comunali. Per il centrodestra, occasione persa


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L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale che recepisce il Decreto “Salva Casa”, armonizzando le disposizioni nazionali con la normativa urbanistica locale. Un provvedimento che modifica le leggi regionali del 2004 e del 2013 e punta alla semplificazione delle pratiche edilizie, alla regolarizzazione di interventi minori e alla valorizzazione della pianificazione territoriale. L’approvazione è giunta al termine di un lungo percorso partecipato, che ha coinvolto il Patto per il Lavoro e per il Clima, i rappresentanti degli ordini professionali, le associazioni di categoria e le amministrazioni locali.
Secondo la Giunta regionale, il testo rafforza il ruolo dei Comuni nella gestione del territorio, stabilendo che il cambio di destinazione d’uso degli immobili sia possibile solo all’interno dei piani urbanistici comunali e con specifica attenzione ai contesti più delicati, come i centri storici. Il provvedimento introduce sanatorie semplificate per difformità lievi e nuove possibilità di regolarizzazione strutturale nelle aree sismiche, recependo inoltre le norme nazionali sull’edilizia libera che riguardano vetrate amovibili, tende da sole e bioclimatiche, purché non comportino aumento di volumetrie.
L’assessora alla Programmazione territoriale e urbanistica, Irene Priolo, ha sottolineato che la legge mira a garantire certezza applicativa a cittadini, professionisti e amministrazioni locali, salvaguardando i principi di legalità, semplificazione e qualità urbana.
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Particolare attenzione è stata riservata ai nuovi requisiti igienico-sanitari, con l’applicazione esclusiva agli edifici esistenti in caso di interventi migliorativi, evitando demolizioni speculative a favore di micro-alloggi.
Nella settimana successiva all’approvazione è prevista anche l’introduzione della modulistica edilizia unificata regionale, uno strumento ritenuto essenziale per la standardizzazione e semplificazione delle procedure.

Le opposizioni, invece, non hanno partecipato al voto. I capigruppo di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Rete Civica hanno criticato duramente l’approccio della Giunta, accusandola di aver perso un’occasione per incentivare investimenti nel settore edilizio e affrontare in modo concreto la crisi abitativa. Secondo loro, il provvedimento limita le parti più innovative del decreto nazionale, scoraggiando la rigenerazione urbana e la possibilità di aumentare l’offerta di alloggi a basso costo o in locazione.
Contestano inoltre un'impostazione ideologica che considera la libera iniziativa nel settore edilizio come potenziale speculazione, ostacolando così lo sviluppo di periferie, la valorizzazione delle aree interne e il recupero del patrimonio edilizio esistente. A loro avviso, la legge avrebbe potuto dare slancio a una vera trasformazione urbana, ma si è trasformata in una regolamentazione conservativa e restrittiva.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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