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'La Russia non è nostro nemico': la campagna di affissioni 'contro la guerra' che fa infuriare Mezzetti

'La Russia non è nostro nemico': la campagna di affissioni 'contro la guerra' che fa infuriare Mezzetti

Promossa dalle Associazioni Kairos, Omnia e Reggio Emilia Nuova che chiariscono: 'Non è propaganda russa ma un richiamo alla Costituzione che ripudia la guerra ed è violata dall'invio di armi'. Condanna del sindaco di Modena: 'Vogliono ingannare l'opinione pubblica'


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“Come associazioni Carpi Consapevole, Kairos, Omnia e Reggio Emilia Nuova abbiamo promosso sul territorio delle provincie di Modena, Parma e Reggio Emilia l'iniziativa, già attuata in altre città italiane, di esporre una serie di cartelloni in cui si ribadisce che “la Russia non è il nostro nemico. Siamo ben consapevoli che, come già avvenuto altrove, saremo per questo sicuramente oggetto di molte critiche, compresa quella di essere strumenti della propaganda russa.
Vogliamo chiarire a tal proposito che le nostre associazioni sono nate durante il periodo covid come risposta apartitica da parte di cittadini liberi con l'intento di aiutare le persone che, proprio a seguito delle restrizioni, si sono trovate in serie difficoltà economiche e parallelamente di lottare contro il “green pass” e le altre imposizioni messe in atto dal governo in palese violazione dei diritti costituzionali fondamentali'

Sono le stesse associazioni promotrici in una nota congiunta a spiegare modalitù e ragioni alla base dell’uscita di una serie di cartelloni nei comuni di Carpi, Modena, Parma e Reggio Emilia, in cui si ribadisce che “la Russia non è il nostro nemico”. Con un messaggio declinato per territorio. A Modena, oltre lo slogan la scritta Donetsk chiama, Modena risponde.
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'Con questa iniziativa abbiamo voluto dare voce a tutte quelle persone che sappiamo essere sempre più numerose e sempre più consapevoli di quanto, ancora una volta, la nostra Costituzione sia stata e sia quotidianamente violata attraverso l’invio di armi' - spiegano le associazioni.
La Costituzione italiana all’articolo 11 afferma che “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, ma il nostro governo sta continuando a fare l’esatto opposto.
Abbiamo visto sanzionare la Russia in tutti i modi possibili, con l’unico risultato di danneggiare economicamente i paesi europei e di istigare una campagna di odio “russofobo” che ha coinvolto persino la cultura e lo sport.
Continuare a fomentare questo odio può portare esclusivamente a nuova violenza e continuare a fornire armi non consentirà certamente all'Ucraina di vincere una guerra che, come qualcuno sosteneva già dal febbraio 2022 e come anche i mass media oggi cominciano ad ammettere, non potrà mai essere vinta.
Continuare su questa strada porterà fatalmente a una crisi economica ancora più devastante nei paesi europei, al massacro di altre centinaia di migliaia di soldati soprattutto ucraini e al rischio di un conflitto su larga scala.

I politici italiani ed europei si sono da un pezzo dimenticati del rispetto delle leggi nazionali e dei trattati internazionali e hanno cancellato dal loro vocabolario la parola “diplomazia”.
Ma noi vogliamo ricordare loro che la maggioranza degli italiani vuole la pace, non odia e non discrimina gli altri popoli.
Affermare che “la Russia non è nostro nemico” non significa che vogliamo che la Russia vinca la guerra. Significa che vogliamo che la guerra finisca' .
'Questo è il pensiero di milioni di italiani e noi continueremo - concludono le associazioni promotrici della campagna di affissioni - con tutti i mezzi non violenti a nostra disposizione, - concludono le associazioni promotrici della campagna di affissioni - a riaffermare questo pensiero finché anche i nostri politici, se ancora hanno un briciolo di coscienza e di rispetto per il popolo, inizieranno a percorrere la strada della diplomazia e del rispetto dei diritti umani.”

Per Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, la campagna di affissioni è una campagna filorussa e rappresenta un tentativo di truffare l'opinione pubblica perché veicola un messaggio apparentemente pacifista ma che, al contrario, giustifica l'occupazione di alcuni territori ucraini. Modena non merita questo tipo di iniziative che disinformano e non aiutano nella comprensione di quello che sta accadendo.

La settimana scorsa ho partecipato al presidio indetto dalla comunità ucraina dopo il bombardamento dell'ospedale pediatrico a Kiev. Per gli stessi motivi per cui ero in piazza pochi giorni fa - conclude Mezzetti - per sostenere la popolazione ucraina aggredita, se Donetsk chiama io rispondo picche e condanno con fermezza la disinformazione di questa affissione avvenuta nella nostra città'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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