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La svolta?

Data: / Categoria: Politica
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Al via il primo progetto del bando periferie, ultima spiaggia per recuperare il piano di riqualificazione (fallito) del 1999


La svolta?

Probabilmente non basterà per recuperare gli effetti di 18 anni di progetti urbanistici non realizzati, di riqualificazioni annunciate e mai realizzate, di enormi aree ex industriali distribuiti in 9 comparti lungo la fascia ferroviaria nord, abbandonati e degradati (quelli previsti dal Piano di riqualificazione della fascia ferroviaria lanciato nel 1999 dall'allora Sindaco Barbolini e dall'allora assessore Palma Costi), ma potrebbe rappresentare un nuovo inizio per rimettere in moto il processo di riqualificazione bloccato da 18 anni.

Stiamo parlando del bando periferie emanato di recente dal governo e al quale il Comune di Modena ha partecipato con un progetto che ha ottenuto un finanziamento dedicato e che consentirà l'avvio di un investimento complessivo per 59 milioni di euro destinati alla riqualificazione dell'area nord della fascia ferroviaria, quella che di fatto è compresa nell'area dell'ex mercato bestiame compresa tra via Finzi e viale del Mercato. Quella che oggi avrebbe dovuto (l'orizzonte temporale previsto nel '99 era di una quindicina di anni), essere già stata riqualificata e soprattutto cucita e collegata sull'asse nord-sud alla porta nord della stazione e del centro storico, attraverso lo sblocco e la conseguente apertura dell'area dell'ex consorzio agrario, proprietà Esselunga, bloccata per anni e ancora chiusa.

Tanto per dire che col bando periferie si riprende parte del cammino interrotto. Solo una parte, perché l'allora progetto, riguardante un'ampia fascia nord della città che sull'asse est-ovest collegava, con tanto di gronde (strade di collegamento) la tangenziale est (all'altezza dell'ipercoop I Portali) alla zona di San Cataldo, comprendeva, e comprende, bel 9 comparti ex industriali. Di questi nè è stato completato nei fatti uno solo: quello delle ex vinacce. Tutti gli altri sono stati abbandonati e condannati, tutt'oggi, allo stato in cui erano 15 anni fa. 

Con il progetto finanziato dal bando periferie si 'riparte' e ci si occupa, almeno, principalmente dell'enorme are dell'aex mercato bestiame dove l'attuazione del Piano Particolareggiato avviato solo nel 2008 ha portato alla realizzazione di nuovi alloggi lato via Finzi. Ma tutto il resto, comprendente l'area dell'ex macello pubblico, del piazzale per la sosta di camion e mezzi a servizio e dell'area dell'ex mercato bestiame (utilizzata in parte per alcuni anni per ospitare la sede del mercato ortofrutticolo ora trasferito ai Torrazzi).

Il primo progetto del nuovo corso

La giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi il primo progetto esecutivo dell’intervento per un valore di dieci milioni di euro, parte di un investimento complessivo di circa 59 milioni di euro nell’area a nord della Fascia ferroviaria, con quasi 22 milioni di apporto da parte dei privati e un finanziamento del governo di 18 milioni.

Sono 33 gli appartamenti di edilizia residenziale sociale (Ers), di diverse tipologie e destinati a famiglie e ad anziani, che saranno realizzati in questa prima fase, con la costruzione di una nuova palazzina in via Forghieri a Modena nell’ambito del Programma di riqualificazione urbana e sicurezza della periferia nord della città. In 500 metri quadrati al piano terra dell’edificio, che verrà costruito dalla società di trasformazione urbana Cambiamo nei pressi delle altre due palazzine già realizzate negli anni scorsi, troverà posto un centro socio riabilitativo diurno per disabili. Il servizio offrirà accoglienza giornaliera con una richiesta di autorizzazione al funzionamento per 25 posti. Uno degli appartamenti verrà utilizzato per sviluppare progetti di co-housing per disabili.

Il masterplan del Programma complessivo, sviluppato in questi mesi dai tecnici comunali con il coordinamento della Direzione generale del Comune, verrà illustrato martedì 9 maggio, alle 17.30, alla commissione consiliare Seta con gli interventi, tra gli altri, del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, dell’assessora all’Urbanistica Annamaria Vandelli e del direttore generale Giuseppe Dieci.

Le procedure della gara di appalto della palazzina verranno avviate da Cambiamo nelle prossime settimane, con l’obiettivo di aprire il cantiere entro l’anno, per un valore a base d’asta di sei milioni e 800 mila euro. L’intervento ha un costo complessivo di oltre otto milioni ai quali si sommano i due milioni e 100 mila euro di valore dell’area per arrivare al valore complessivo dell’intervento di dieci milioni e 207 mila euro.

Le caratteristiche dell’edificio, che sarà in classe energetica A4 con consumi considerati quasi a zero (energia solare, teleriscaldamento, materiali isolanti), rispettano i principi di sostenibilità ambientale, accessibilità e vivibilità sociale. Prevista anche la riqualificazione di via Forghieri. Gli alloggi avranno dimensioni diverse per offrire opportunità abitative a famiglie con varie caratteristiche: dai bilocali da 50/65 metri quadri o da 80/90 metri quadri, fino a trilocali da 70/90 metri quadri e appartamenti di oltre 100 metri quadri per nuclei familiari numerosi.

La palazzina, che si inserisce nell’area di via Forghieri, dove già si trovano 33 alloggi pubblici per la locazione a canoni calmierati, non è l’unico intervento a carattere sociale previsto nel Programma di riqualificazione urbana e sicurezza della periferia nord della città.

L’edificio al centro della zona dell’ex Mercato bestiame conosciuto come “rotore”, infatti, sarà destinato all’housing sociale (oggi è un’area di cantiere bloccata da tempo, si prevede la realizzazione da parte dei privati di 70 alloggi in edilizia agevolata e 53 in edilizia convenzionata), mentre per tutto il quartiere si prevede un servizio di portierato sociale: per la progettazione dell’intervento e la sua realizzazione per due anni sono previsti 150 mila euro.

Un nuovo centro diurno per disabili

Saranno 25 i disabili che potranno frequentare il centro diurno previsto in via Forghieri in una struttura di 500 metri quadri a piano terra e la disponibilità di un’ampia area verde. L’accoglienza sarà giornaliera (dal lunedì al venerdì) e il centro, come spiegano i tecnici delle Politiche sociali che hanno progettato l’intervento, sarà polifunzionale e all’avanguardia, con “laboratori e interventi volti a  favorire il mantenimento e lo sviluppo di abilità nell'ambito cognitivo, dell'autonomia personale, sociale e affettiva. Nel nuovo centro diurno potranno essere realizzati progetti individualizzati che propongano  interventi socio-assistenziali-educativi e psico-relazionali, articolati e integrati tra di loro in maniera unitaria in un'ottica di promozione del benessere della persona”.

 


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