Questo un frammento del discorso tenuto ieri, 23 giugno, dal Presidente Mattarella alla Conferenza sulla Cooperazione e Sviluppo. La frase che colpisce è la spiegazione del conflitto in Ucraina: anacronistiche velleità di potenza da parte di Mosca. Quindi Vladimir Putin, considerato da tutti un leader mondiale fino a sei mesi fa, tant’è vero che da destra a sinistra i nostri segretari di partito e presidenti del Consiglio sono andati al Cremlino a baciargli l’anello, improvvisamente è salito sulla macchina del tempo per recarsi in anacronistiche ere. Una mattina, il 23 febbraio del 2022, si è svegliato di buon mattino e, guardandosi allo specchio, s’è detto: “Sono Pietro il Grande e ho la missione di ricostruire la Grande e Santa Madre Russia. Invadiamo la pacifica e democratica Ucraina, tanto per cominciare!” Un folle, sostanzialmente.
La strategia di un impazzimento imprevisto è stata preparata dall’Occidente e proposta in primis dall’MI6 inglese, che ogni tanto dovrebbe uscire dai film di James Bond e controllare meglio le informazioni, per evitare d’essere paragonato a quei “magazine” settimanali scandalistici. Putin è gravemente malato, è già stato operato inutilmente, ha metastasi ovunque che hanno raggiunto anche il cervello, infatti sta perdendo la vista, e la sua aspettativa di vita non supera i tre mesi. Ricordate?
Da quello che risulta, il Presidente della Federazione Russa non pare così acciaccato ed è stupefacente che Mattarella spieghi l’invasione dell’Ucraina come una “anacronistica velleità di potenza”.
Allora anche le province di Lugansk e Donetsk sono state invase e non si spiega perché i loro eserciti siano al fianco dell’Armata Russa contro quelle di Kiev. Anzi, sono proprio queste truppe che ora stanno combattendo nel Donbass, casa per casa, con l’appoggio dell’artiglieria russa a chilometri di distanza. Il racconto della Storia è sempre affascinante, soprattutto quando è di pura invenzione. Qui non si sa ancora chi vincerà e avrà l’incarico di tramandare i fatti seconda la propria interpretazione, ma l’Occidente tutto (Mattarella non è l’unico a proporre questa tesi) ha già deciso di rilasciare ai posteri la sua versione per sempiterna memoria. Anacronistica velleità di potenza...
E ancora. Quando il nostro Presidente fa un intervento pubblico, non rappresenta se stesso ma un Paese intero: l’Italia.
E noi come si reagisce a tutto questo? Scendiamo in piazza a urlare che siamo stanchi d’essere trattati da incapaci d’intendere? “No, le manifestazioni di dissenso sono state una prerogativa delle “Sardine” e sodali, per impedire i pericolosissimi comizi di Salvini. Gridiamo sotto i Palazzi del Governo che non vogliamo ubbidire a un signore americano che ci sta spingendo verso una guerra totale e che si fa scrivere dal suo staff “Entri nella sala Roosevelt e dici Hello ai partecipanti”…? Per carità! Non sia mai detto!
Comunque, mai avrei immaginato che un Laureato in Giurisprudenza all'Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti e la lode, si ponesse al livello del nostro capo della diplomazia che dà dell’animale da bastonare ad un altro capo di Stato, per giunta Presidente di una superpotenza nucleare. Ma il mondo in cui si vive è questo, quello dei Di Maio e del suo “uno vale l’altro”, dell’osannato Draghi descritto da Cossiga come un “vile affarista” ed oggi nostro Presidente del Consiglio da ringraziare perché esiste, dei Commanders in Chief della più grande democrazia al mondo prelevati dal gerontocomio, del postulato, secondo Repubblica, per il quale esistono anche i nazisti buoni, delle sanzioni che puniscono chi le fa, dei post comunisti che supportano quelli con le svastiche stilizzate, delle armi che fermeranno la guerra e siamo già al quarto mese… e via dicendo. Fatemi scendere!
Massimo Carpegna



