Enza Rando, Vicepresidente di Libera, in consiglio comunale a Modena, in una iniziativa iniziata in ritardo e, nella prima parte, senza il sindaco, per informare, in una comunicazione senza dibattito, sul processo Aemilia, anticipa il suo intervento ricordando lo 'strano fatto' accaduto nel febbraio del 2016, nel suo studio, nei giorni in cui a Modena si svolgeva un convegno sulle mafie alla presenza anche del Presidente di Libera, Don Luigi Ciotti. 'Un fatto capace di 'fare paura' - ha sottolineato - e strano perché credo non fosse mai successo nel nostro paese che dei ladri intellettuali entrassero in uno studio per studiare delle carte anche delicate'.
All'indomani del fatto lo stesso avvocato ipotizzò un atto intimidatorio. Oggi Enza Rando non parla più di atto intimidatorio ma tale da fare paura mentre a Modena si parlava di mafia. Fatto sta che specificando più volte che l'azione dei 'ladri' si sarebbe limitata alla lettura di 'carte processuali', è deducibile che non ci sia stato nessun furto 'materiali' ma eventualmente 'solo' intellettuale. 'Nonostante sia stata fatta una buona indagine - afferma la Rando - non si è riusciti a rinvenire....'. E qui l'avvocato si ferma, ripetendo i ringraziamenti al consiglio comunale che con un ordine del giorno espresse la solidarietà nei suoi confronti per l'atto subito.
Nulla di fatto quindi, chi nel novembre del 2016 entrò nell'ufficio che l'avvocato Rando divideva con Christian Mattioli Bertacchini, responsabile Legalità del Pd di Modena, è destinato a rimanere senza un nome. 'Procedura archiviata' - conferma pubblicamente la Rando. Il fascicolo contro ignoti aperto dalla Procura si è chiuso senza nessun colpevole e tantomeno indagati.
Nella foto, l'Avvocato Enza Rando insieme al Presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti



