Cosi' in una nota stampa Antonella Veltri, presidente di D.i.Re-Donne in rete contro la violenza commentando il documento redatto dalla task force ministeriale voluta dal ministro alle Pari Opportunità Elena Bonetti composta da dodici donne, tra cui economiste, ricercatrici e imprenditrici chiamate, attraverso una task force a formulare proposte per ricostruire l’Italia dalle macerie della pandemia. Proposte contenute in un documento che oggi riceve la bocciatura dalla rete delle associazioni per i diritti delle donne tra le quali, per Modena, l'Associazione Casa delle Donne contro la Violenza.
'Grave non aver incluso nell'analisi la violenza maschile contro le donne, perche' e' proprio negli stereotipi e nella perdurante disparita' di genere che la violenza affonda le sue radici, al punto da poter essere considerata quasi un termometro sociale della condizione femminile- afferma Veltri- Il documento poi si articola intorno a un unico modello di donna, la madre di famiglia, disconoscendo la diversita' e la liberta' di scelta che dovrebbe stare alla base della vita di tutte le donne. E da questo Rinascimento restano fuori le migliaia di donne straniere che vivono nel nostro Paese'.
'La valutazione dell'impatto di genere delle legislazioni e' una misura piu' che necessaria, ma e' ingenuo pensare che un compito del genere possa essere affidato all'ennesimo Osservatorio. E se le statistiche citate delineano chiaramente un'ampia presenza delle donne nei settori di cura, a cominciare dalla sanita', non si dice che questi continuano a essere settori con salari decisamente bassi, sproporzionati rispetto alla mole di lavoro e alle competenze richieste. Forse proprio perche' vi lavorano cosi' tante donne?', si chiede la presidente di D.i.Re
'La pandemia ha messo sotto gli occhi di tutti almeno due fatti: i danni enormi di una politica che ha sacrificato la sanita' pubblica e l'indispensabilita' del lavoro di cura a sostegno della vita di tutti- afferma Giuliana Pincelli, esperta della Casa delle donne contro la violenza di Modena- Ed e' sulle donne in primo luogo che grava questo lavoro: sia svolto nella casa come lavoro non pagato e 'naturalmente' dovuto, sia nei servizi dove troviamo ancora donne, sottopagate, spesso in nero, spesso migranti a cui si nega la possibilita' di regolarizzarsi.
Di fronte a questa realta', 'le misure proposte dalla task force ministeriale, che siano i bonus baby sitter o il riequilibrio casa/ufficio, si rivelano per quello che in realta' sono: far finta che nulla sia successo- chiarisce Pincelli- per ribadire, salvo insignificanti aggiustamenti, le scelte economiche e sociali di fondo che ci hanno portato al disastro attuale'
Da qui il rilancio di alcune proposte ed il lancio di nuova. 'Misure di ben altra portata sono necessarie oggi- sostiene l'esperta- dalla richiesta di reddito, per alcune di autodeterminazione, per altre di cura, che per tante donne significherebbe la possibilita' di scelta, in primo luogo per uscire dalla violenza, ad una riduzione degli orari di lavoro per tutti. Questo e non lo smart working per cambiare l'attuale divisione del lavoro di cura'.
La task-force “Donne per un nuovo Rinascimento” è presieduta da Fabiola Gianotti, prima donna direttrice del Cern di Ginevra.



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