Una scelta che pero' finisce per spaccare la maggioranza, con la sinistra che invece si esprime insieme ai 5 stelle per votare oggi stesso la legge (mentre la destra appoggia il Pd sul rinvio). La tensione in aula e' palpabile e lo dimostra il bisticcio persino su chi deve prendere per primo la parola sulla richiesta di rinvio, con la presidente dell'Assemblea Simonetta Saliera che ha il suo bel da fare per dirigere il traffico.
A proporre il ritorno in commissione e' il Pd, con un atto presentato dal segretario Paolo Calvano e dal capogruppo Stefano Caliandro. Come da regolamento, sulla proposta possono esprimersi prima del voto solo due consiglieri, uno a favore e uno contro, oltre al proponente. Giancarlo Tagliaferri di Fdi e' pero' il piu' veloce a schiacciare il bottone e prenota il diritto di parola, sopravanzando Calvano che invece pretende di intervenire per primo in qualita' di firmatario della proposta di rinvio. Il battibecco va avanti qualche minuto, finche' Saliera da' la parola a Calvano tra le proteste di Tagliaferri (rimbrottato fuori microfono pure dal governatore Stefano Bonaccini, presente in aula).
E questo e' solo l'inizio. 'Riteniamo che la commissione sia il luogo piu' opportuno per approfondire gli emendamenti- spiega Calvano- e per avere un confronto meno strumentale di quanto stia avvenendo. Vogliamo discutere gli emendamenti e non imporli. 'Ci prendiamo l'impegno di completare l'iter in pochi giorni e tornare in aula entro fine luglio: lo dico a chi vuole giustamente vedere approvata la legge e anche a chi tenta di impedirlo. E' giusto che la Regione Emilia-Romagna arrivi ad avere una legge contro le discriminazioni e deve farlo nel miglior modo possibile'. Canta pero' vittoria Tagliaferri, secondo il quale 'anche la maggioranza alla fine condivide le nostre perplessita' sul profilo anti-costituzionale di questa legge'.
L'esponente Fdi attacca poi la dem Roberta Mori, relatrice di maggioranza e presidente della commissione Parita', per la sua 'incapacita' a gestire la litigiosita' interna del Pd'. E usa parole di fuoco sul provvedimento, arrivando a dire che 'se avessimo gia' la legge sull'omotransnegativita', non avremmo potuto parlare dei fatti della Val d'Enza', perche' la norma 'non stigmatizza solo discriminazioni e violenze, ma anche chi ha un atteggiamento non sufficientemente positivo verso gli omosessuali'.
Taruffi firma anche la risoluzione proposta dai 5 stelle, non ammessa pero' ai lavori di oggi, che impegna l'aula a votare la legge entro la seduta odierna. 'Prendiamo atto del rinvio- afferma il capogruppo M5s, Andrea Bertani- ma chiediamo un atto di responsabilita' all'aula: si prenda un impegno formale'. I 5 stelle, tra l'altro, temono che il testo torni in commissione 'blindato', attacca Silvia Piccinini, per di piu' 'peggiorato e depotenziato da questi emendamenti'. Replica Caliandro, che ribadisce l'impegno 'a votare la legge entro il 24' e punge i 5 stelle: 'Non siamo noi al Governo con Fontana e Pillon. Noi sappiamo da che parte stare, voi siete ostaggi. Ma non vi preoccupate, vi libereremo'.



