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Legge urbanistica regionale... e la chiamano taglia-cemento

Legge urbanistica regionale... e la chiamano taglia-cemento

La cosa assurda è che, ancora una volta, le parole vengano distorte, piegate, stuprate sull'altare della convenienza politica


2 minuti di lettura

La cosa assurda è che la chiamino legge taglia-cemento. La cosa assurda è che, ancora una volta, le parole vengano distorte, piegate, stuprate sull'altare della convenienza politica. La legge urbanistica regionale votata ieri dal Pd in piena solitudine viene definita taglia-cemento, ma in realtà consente di costruire potenzialmente intere città ex novo.

E' stata benedetta da Legacoop e dal mondo imprenditoriale emiliano proprio per questo (ricordiamo le parole di Monti) e proprio per questo ha ricevuto il no netto di tutta la sinistra di maggioranza e delle forze ambientaliste. 'Questa legge non garantisce una reale riduzione del consumo di suolo e soprattutto non garantisce la centralità del pubblico nella pianificazione urbanistica' - hanno detto in coro in consiglieri di sinistra Taruffi, Torri, Prodi e Alleva. E hanno ragione, al di là dello scontro politico. 

E' così: questa legge non taglia nessun pezzo di cemento, ma è a servizio del settore edile piegato dalla crisi che così potrà costruire a più non posso.

Ricordiamo che in base a questa legge le ulteriori espansioni cementificatorie ammesse dai piani vigenti si traducono  in 250 chilometri quadrati di nuovi possibili insediamenti residenziali e produttivi, sufficienti a costruire da zero due nuove città come Bologna.

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Ed è lasciato ai privati proprietari decidere se confermarli o rinunciarvi. Non solo, con il famoso incremento massimo del 3%, alle espansioni urbanistiche che risulterebbero confermate come diritti acquisiti potrebbero essere aggiunti altri 70 chilometri quadrati, che nelle città di Ferrara, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, ad esempio, comporterebbero due chilometri quadrati di ulteriori espansioni, sufficienti per altri ventimila abitanti o diecimila posti di lavoro in ognuna. 

Già, questa Bonaccini la chiama legge taglia-cemento. Con la stessa regola con cui il presidente della Regione chiama i tagli sulla sanità regionale, la chiusura dei punti nascita, la riduzione dei posti letto negli ospedali, 'investimenti in salute'. Funziona così.

E insieme al cemento, dato che ci siamo, tagliamo anche la ragione.

Leo

 

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