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Sassuolo: lezioni 'di genere', tempesta politica al liceo Formiggini

Sassuolo: lezioni 'di genere', tempesta politica al liceo Formiggini

Vandelli (Futuro Nazionale), attacca le lezioni, il Pd replica e il Presidente del Consiglio d’Istituto difende la scuola e la scelta


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Il liceo Formiggini di Sassuolo torna al centro della polemica politica sulle lezioni su sesso e genere. Era già successo nel 2021, ed è nuovamente successo in questi giorni.
La vicenda nasce da un intervento del consigliere comunale Giuseppe Vandelli (Futuro Nazionale), che nei giorni scorsi ha denunciato e criticato pubblicamente la presenza di contenuti legati agli studi di genere in una classe terza del Liceo Formiggini di Sassuolo. Vandelli parla apertamente di “ideologia gender”, definendo i materiali didattici come “follie antiscientifiche” e “dottrine ideologiche contrarie alla realtà”. Pubblica le slide in cui si parla di Gender Fluid, Gender Queer e dove viene spiegata la distinzione tra sesso e genere
Nel suo intervento, il consigliere contesta la legittimità di tali concetti e la costruzione sociale del genere, riportati in alcune slide. Vandelli si chiede se i genitori fossero stati informati, se la dirigente fosse d’accordo e perché — dopo tre anni di governo di centrodestra — non esistano ancora “paletti normativi” per impedire che “la propaganda di genere approdi sui banchi di scuola”.
Il consigliere conclude annunciando che continuerà a denunciare “ogni tentativo di introdurre nelle aule dottrine che nulla hanno a che fare con l’educazione”.

La risposta politica arriva dal Partito Democratico di Sassuolo, attraverso una nota della segretaria cittadina Maria Aceto, che definisce le parole di Vandelli una 'strumentalizzazione politica ai danni della scuola'.
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Il Pd parla di tentativo di delegittimare il lavoro didattico e di colpire la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, evocando il rischio di un “arretramento culturale” che potrebbe dividere la comunità scolastica. Secondo il Pd, la scuola deve rimanere un luogo “aperto, inclusivo e rispettoso”, dove gli studenti possano sviluppare spirito critico senza pressioni ideologiche esterne. Il partito invita tutte le forze democratiche a respingere “tentativi di condizionamento” e ribadisce il proprio sostegno al corpo docente e alla dirigenza del Formiggini.

A chiudere il cerchio el botta e risposta politico interviene oggi il Presidente del Consiglio d’Istituto, l’avvocato Giuseppe Bove, che sceglie un registro istituzionale e richiama esplicitamente l’articolo 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Bove sottolinea che i temi trattati come identità di genere, stereotipi, ruoli sociali, sono parte integrante dei programmi ministeriali di antropologia culturale del liceo delle scienze umane, insegnati nelle università di tutto il mondo.
Richiama inoltre la testimonianza dei genitori della classe, che hanno escluso qualsiasi forma di propaganda, parlando invece di una docente
impegnata a stimolare il pensiero critico.
Il Presidente critica duramente il metodo della denuncia politica: l’uso di slide estrapolate dal contesto e diffuse senza confronto con scuola e famiglie viene definito “pressione intimidatoria” che rischia di generare autocensura negli insegnanti.
Bove avverte: “Attaccare pubblicamente l’autonomia didattica, esporre un’insegnante al ludibrio mediatico, seminare diffidenza verso chi educa i nostri figli evoca tempi che la nostra storia ci ha insegnato a non dimenticare”.
E conclude: “Il Liceo Formiggini è e resterà una scuola libera e seria. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi e alla Costituzione”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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