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'Liste attesa lunghe o bloccate: così la sanità non è più pubblica e universalistica'

'Liste attesa lunghe o bloccate: così la sanità non è più pubblica e universalistica'

L'appello del Presidente Regionale U.Di.Con Emilia-Romagna Vincenzo Paldino: 'Anche questa estate tante chiamate. La Regione apra un confronto. Problema cruciale che va affrontato anche con le associazioni dei consumatori. Non è non parlandone che il problema si risolve'


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'Anche questa estate abbiamo ricevuto segnalazioni di persone che non riescono a prendere appuntamenti per le visite o prestazioni specialistiche in tempi ragionevoli, o addirittura non hanno nemmeno una prospettiva sui tempi, perche le agende sono bloccate. A più di un anno dall'uscita dell'emergenza pandemica, questo non è più accettabile. Il problema va risolto perché inficia l'essenza stessa del servizio pubblico universalistico che non si può considerare tale nel momento in cui sempre più persone sono obbligate di fatto a rivolgersi alla sanità privata con un esborso di soldi che non tutti si possono permettere, e creando disparità tra le persone nell'accesso ad un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti'.

Vincenzo Paldino, presidente regionale U.Di.Con. Emilia Romagna torna su un tema molto dibattuto e caro all'organizzazione per la tutela dei diritti dei consumatori da lui presieduta: quello delle liste di attesa della sanità pubblica. E lo fa alla luce di criticità che nonostante i dati dell'osservatorio ufficiale della Regione indichino essere sempre più vicini alla fase pre-pandemica, e quindi in recupero, permangono per migliaia di cittadini. Allora come uscirne? 'Intanto parlandone e attraverso attraverso la collaborazione di tutti. Il problema è grande, fondamentale, e va risolto.
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Quando si arriva ad un Pronto Soccorso intasato, ad una attesa di 8 mesi per sottoporsi ad una visita, ad una lista di attesa bloccata, all'impossibilità non solo di ricevere una visita, anche di carattere post operatorio e nei tempi previsti, ma anche di avere almeno una prospettiva di tempo di attesa, allora siamo di fronte al fallimento più grande della sanità pubblica, almeno di quella così siamo stati abituati ad intenderla negli ultimi 20, 30 anni in Emilia-Romagna. Significa non garantire più una sanità pubblica ed universalistica.

In questi anni abbiamo sollecitato la Regione e ci siamo confrontati su questi temi, ma di fronte al permanere delle criticità, chiediamo alla Regione di aprire un tavolo allargato con Ausl, i soggetti sindacali e professionali coinvolti, per ragionare anche sulla carenza di personale e le condizioni di lavoro, ma anche le associazioni di consumatori che ogni giorno raccolgono le istanze dei cittadini.
Se su questo problema non si parla e non si confronta - chiude Paldino - non si troveranno mai le soluzioni e la situazione andrà sempre peggio. E invece sembra che su questo fronte sia piombato il silenzio.
Noi chiediamo che questa nuova stagione sia all'insegna del confronto costante per giungere presto ad una soluzione o accellerare quei miglioramenti che per la Regione ci sono ma che non sembrano trovare riscontro così evidente nella realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno'
 
 
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