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'Mai detto di essere contrario al diritto di voto per le donne: il mio intervento riguardava la difesa della famiglia'

'Mai detto di essere contrario al diritto di voto per le donne: il mio intervento riguardava la difesa della famiglia'

Parla il consigliere comunale Costantino Righi Riva dopo le polemiche sollevate dal suo intervento in Consiglio comunale a Formigine


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'Il diritto di voto alle donne è stato riconosciuto in Italia solo nel '46, perchè vi era in fondato timore che potesse rappresentare un primo attacco all'unità familiare. La storia si è incaricata di dimostrare che il timore era più che fondato. D'altra parte se una casa è divisa in se stessa non può reggersi. Dopo il '46 sono arrivate leggi come quelle sul divorzio, aborto, la riforma del diritto di famiglia che hanno rappresentato altrettanti attacchi alla famiglia'. Queste le parole esatte usate in Consiglio comunale a Formigine dal consigliere comunale Costantino Righi Riva delle quali da giorni si dibatte anche con levate di scudi a livello nazionale. E Riva ha aggiunto: 'Piuttosto che al passato però occorre guardare al futuro e alla crisi dell'individualismo liberale che ha portato al riconoscimento del diritto di voto alla donne'.
Ma davvero il consigliere voleva sottendere una contrarietà al diritto di voto alle donne? Da giorni emergono reazioni e attacchi, ma il diretto interessato non è mai intervento. La Pressa lo ha dunque intervistato per cercare di comprendere esattamente il suo pensiero, al di là delle interpretazioni.
Avvocato Righi Riva, le sue frasi hanno creato una unanime indignazione.
'Decisamente, e ancora non me ne capacito.
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Ho fatto un brevissimo intervento nel consiglio comunale di Formigine nell'indifferenza e nel disinteresse degli altri consiglieri, definito da molti che in seguito lo hanno ascoltato banale se non inutile'.
Sì, però lei ha detto che è contrario al diritto di voto per le donne?
'Assolutamente no, e sfido chiunque a fornire un virgolettato che dimostri il contrario'.
Ma c'è chi dice che questa sua posizione si evince dal contesto.
'Ognuno può evincere quello che vuole, in base alle sue posizioni ideologiche o alla sua buona o cattiva fede. Ma io faccio l'avvocato e so che quello che conta è ciò che si può dimostrare e in questo caso non si può assolutamente dimostrare quello che alcuni, non tutti, mi attribuiscono'.
Ma lei toglierebbe il diritto di voto alle donne?
'Non ci penserei nemmeno. In un frangente storico in cui sempre meno persone sembrano interessate a votare, in cui il dibattito intellettuale si comincia a interrogare apertamente e in modo preoccupante se la democrazia liberale abbia fatto il suo tempo, io penso che il diritto di voto vada tutelato per tutti e invito i cittadini a esercitarlo il più possibile come argine alle derive illiberali che serpeggiano in tutti gli schieramenti politici.
Chi mi conosce personalmente sa bene che sono stato votato da moltissime donne sia come candidato sindaco sia come consigliere comunale e non avrei alcun motivo per togliere il diritto di voto alle donne. Pensi che sono stato per cinque anni nella commissione elettorale del Comune di Formigine e ho nominato ai seggi moltissime donne, molte più donne che uomini'.
Allora da dove nasce questa, chiamiamola, incomprensione?
'Innanzitutto vi ringrazio per questa domanda che mi consente di chiarire il mio pensiero. In questi giorni molti organi d'informazione hanno dato largo spazio a chi mi ha attaccato, ma si sono poi ben guardati dal consentirmi di esercitare il diritto di difesa. E qui si torna alla deriva illiberale a cui accennavo'.
Quindi lei cosa intendeva dire nel suo intervento in consiglio comunale?
'Il mio intervento riguardava la famiglia da una parte e le prospettive future dei diritti delle donne dall'altra'.
Cominciamo dalla famiglia.
'Partirei da un dato oggettivo e incontestabile: la famiglia è in crisi e non è più la solida base su cui poggia la società. Che, in conseguenza, e qui aggiungo un secondo me, è essa stessa in crisi perchè storicamente le società che vedono il disgregarsi dell'istituzione famigliare conoscono un decadimento nei loro rapporti interni'.
Si spieghi meglio.
'La famiglia
è l'ultima società organica sopravvissuta, ovvero una realtà nella quale i rapporti tra le sue varie componenti non sono di natura economica bensì solidaristici e basati su valori alti come i sentimenti, gli affetti e il senso del dovere. In termini semplici, quello che i genitori fanno per i figli non lo fanno perchè vengono pagati. Se viene meno la famiglia tutto ciò che veniva fatto gratuitamente al suo interno andrà comprato “sul mercato”. È il pericoloso sbocco dell'individualismo moderno. Se vuole facciamo l’esempio degli anziani. Oggi spesso si deve pagare qualcuno che si prenda cura degli anziani al nostro posto, una volta l’anziano veniva accudito all’interno della famiglia'.
E questo come si rapporta con il diritto di voto alle donne
'Qui entra in ballo la seconda questione. Nel mio intervento ho preso spunto dal diritto di voto per poi passare troppo rapidamente e sinteticamente alle questioni che più mi premono. Negli ultimi decenni ci sono state delle riforme che, come sempre accade, univano elementi positivi come il voto ad altri negativi come il divorzio e l'aborto. Che sono stati uno dei fattori, non l'unico, che hanno indebolito la famiglia tradizionale creando al suo interno divisioni che prima non esistevano. Però il mio intervento, come chiunque abbia voglia di ascoltarlo può appurare, era rivolto al futuro. Ovvero come si pensa di preservare il diritto di voto, di fronte alle nuove culture che stanno giungendo nel nostro paese, più forti e vitali delle nostre?'
Riassuma il concetto.
'Certo: quelli che difendono a spada tratta questi diritti sono gli stessi che si dichiarano amici di quelle culture “altre” che questi stessi diritti li negano. Una delle tante contraddizioni che caratterizzano e degenerano la nostra società'.
C'è qualche presa di posizione nei suoi confronti che le ha dato particolarmente fastidio?
'Beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Tuttavia voglio citare chi ha chiesto le mie dimissioni. A questi rispondo con due argomenti. In primo luogo le opinioni si possono condividere oppure no, ma negare il diritto di esprimerle ci fa ripiombare nei regimi del passato. Tuttavia la cosa non mi preoccupa perchè io sono cattolico e anche in quei frangenti tremendi i cattolici e più in generale i cristiani sono rimasti gli unici a tenere viva una fiammella di libertà. Chi siede in Consiglio comunale sa bene che mi sono sempre battuto a spada tratta a favore del free speech. In secondo luogo chi ha chiesto le mie dimissioni per aver espresso un'opinione diversa dalla sua non mi risulta che abbia chiesto le dimissioni per chi, nel migliore dei casi, non ha vigilato sui soldi e risorse dei cittadini che, come riportano le cronache di questi giorni, si sono volatizzate in quantità e in modi sorprendenti. Ma qui si tocca forse il vero motivo di questo can can'.
Vale a dire?
'Distrarre. Dal momento che attualmente ci sono scandali di una gravità inaudita, serviva qualcosa per far parlare di altro e sviare l'attenzione. Proprio poco prima del mio ormai famigerato intervento in consiglio, c’era stata l’ammissione dell’assessore competente in merito alla malagestio della casa vacanze al mare di proprietà anche del Comune di Formigine. Uno spreco di soldi pubblici di cui non si è parlato. Purtroppo hanno usato il sottoscritto come coperta per nascondere i veri problemi della città. Questa vicenda che è stata spinta sugli organi di stampa nazionali mi ha fatto un danno umano incalcolabile e probabilmente anche professionale. Gli attacchi sui social, anche ai miei familiari, sono stati di una virulenza inaudita e passibile di denuncia. L'unica cosa che posso dire è che nonostante tutto continuerò a difendere la famiglia, che è il vero e unico rifugio di tutti noi'.
Giuseppe Leonelli
Foto dell'autore

Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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