'Dietro l'acronimo Cpr si nascondono centri di detenzione amministrativa “straordinari” che possono essere facilmente sottratti alle 'garanzie' previste dall’ordinamento penitenziario ordinario.Il nome Centri di Permanenza per il Rimpatrio ci dice poco, così come poco ci diceva anche l’istituto che regolava i lager nazisti Schutzhaft, ovvero “custodia protettiva”.
In una nota stampa il Collettivo Guernica non usa giri di parola per introdurre la serata di giovedì 27 alla sala Ulivi di Modena e per ribadire la proprie contrarietà ideale e di merito all'apertura dei CPR (Centri di Permanenza e Rimpatrio),, che di fatto, per Modena, equivale ad una riapertura in una versione che cambia ma soprattutto nell'acronimo, del Cie (Centro di identificazione ed espulsione).
A dire la verità questi centri in Italia non sono affatto nuovi, prima Cpt poi Cie, queste strutture vennero istituite per la prima volta della legge Turco-Napolitano del '98. Si tratta di centri nei quali la detenzione interessa esclusivamente i cittadini stranieri e viene definita “amministrativa” in quanto non è conseguente all'aver commesso alcun reato e non è disposta né da un processo né da una sentenza di un giudice, una detenzione 'straordinaria' appunto, così come 'straordinaria' è da considerarsi l'esistenza di questi campi d'internamento per migranti.
'Il C.P.R
Quello che oggi definiamo razzismo istituzionale ha trovato terreno fertile anche in quelle fasce sociali che avevamo imparato a conoscere come amiche o quanto meno come compagni e compagne di lotta. Tutto ciò non possiamo addebitarlo esclusivamente al farlocco governo attuale.
Le politiche neoliberiste portate avanti negli ultimi trent' anni dal centro sinistra in Italia, sempre più legato alle mutazioni in cui si inviluppava il socialismo europeo dietro al mito, tristemente reale, della globalizzazione neoliberista, hanno creato le condizioni per le quali si è aperta una forbice sociale che (tra l'altro ormai pare essere l'unico dato effettivamente rilevante e incontestabile) permetteva e permette tutt'ora a un esiguo numero di persone di avere in mano sempre più denaro.
Oggi notiamo gli effetti
Le narrazioni mainstream, strumenti di controllo dell'opinione pubblica da parte dei grandi gruppi economici, alimentano e soffiano sul fuoco della divisione sociale, descrivendo situazioni al limite della realtà, sapendo bene che non c'è modo migliore di alimentare forme di suprematismo razzista in grado, alla fine dei conti, di estrarre valore dai territori, pensiamo ai processi di gentrificazione accompagnati ogni qualvolta da azioni di repressione di elementi e percezioni che invocano necessità di 'pulizia' negli spazi cittadini vissuti in forma spontanea e collettiva da varie categorie sociali.
Non abbiamo nessuna intenzione di immaginare un percorso in città che permetta alle varie forze politiche istituzionali di spalleggiarsi in vista delle prossime tornate elettorali locali.
Crediamo che l'unica opposizione credibile oggi venga dai lavoratori e dalle lavoratrici in lotta, da chi lotta in difesa del proprio territorio, da chi lotta per rivendicare la propria dignità e non ha paura di riprendersi pezzo per pezzo la propria vita contro il razzismo e contro la povertà. Per questo abbiamo il dovere di essere contro questo strumento di repressione e terrore'



