'Il partito si collocherà in posizione orgogliosamente autonoma da destra e sinistra - afferma Marattin - perché, semplicemente, sosterrà le cose che destra e sinistra non vogliono o non possono sostenere: un taglio della spesa pubblica per finanziare una massiccia riduzione di tasse su chi lavora e produce, una rivoluzione di meritocrazia (e pari opportunità), di mercato e concorrenza in ogni settore; una strategia pluriennale per curare il male assoluto della scarsa crescita della produttività, perseguita abbandonando totem. L'Italia è l'unico Paese che da decenni non cresce e questo è un male per tutti e la politica di oggi, che vista da dentro è ancora peggio di quello appare fuori, peggiore a livelli da punto di non ritorno'.
Marattin sottolinea come il bacino elettorale a cui fare riferimento è quello di quei 16 milioni di italiani che alle ultime elezioni politiche non sono andati votare. 'C'è un'altra Italia che non si riconosce nel bipolarismo attuale, nei sovranismi di Meloni e Salvini ma nemmeno nella sinistra della Schlein che fa a gara con Conte per chi è più è vicino alla CGIL e vorrebbe Landini al governo'.
Il libro di Marattin delinea i contorni di un’offerta politica liberal-democratica dichiaratamente alternativa agli attuali schieramenti. In uno scambio con il moderatore il giornalista Filippo Pederzini, Marattin ha illustrato in sintesi le sezioni con cui si sviluppa il testo. 'La prima parte è dedicata all’analisi del passato: qual è il problema italiano, perché le spiegazioni che centrosinistra e centrodestra danno di tale problema sono fallaci e quale sia invece un’analisi liberal-democratica di come e perché l’Italia si trovi nella situazione attuale.


