Per rendere questo percorso davvero utile e concreto, serviva tempo per sviluppare meglio gli strumenti di analisi e definire nuovi obiettivi.
Per questo motivo, le parti coinvolte hanno stilato un addendum, ovvero un’integrazione all’accordo originale. Questo nuovo documento ha lo scopo di chiarire come saranno valutate le performance dei medici e quali compensi aggiuntivi potranno ricevere in base al raggiungimento di determinati obiettivi. Ogni medico avrà dei traguardi annuali legati al numero e alla tipologia di prestazioni sanitarie prescritte, come visite specialistiche o esami.
Il medico dovrà avvicinarsi a un certo standard (la “mediana provinciale corretta del 25%”, cioè un valore medio rivisto) nel numero di prenotazioni per tipo di prestazione e urgenza.
Se raggiunge questo obiettivo, riceverà 1,20 € all’anno per ogni paziente assistito.
A questo si aggiungono 0,30 € per paziente se il medico segue correttamente le indicazioni contenute nel “Catalogo delle Urgenze”, uno strumento che aiuta a capire quando è davvero urgente prescrivere una visita o un esame. Secondo SNAMI, tuttavia, gli obiettivi proposti non sono del tutto governabili dai medici di medicina generale, poiché una parte rilevante delle prescrizioni specialistiche deriva da indicazioni provenienti da specialisti, reparti ospedalieri e strutture private.
In una lettera ufficiale inviata a FIMMG, alle altre sigle sindacali e ai medici dell’AUSL di Modena, SNAMI contesta inoltre l’attribuzione al medico di base della responsabilità medico-legale di rifiutare prestazioni suggerite da specialisti; il rischio, indicato nella bozza, di sospensione del progetto sul diabete in caso di mancata sottoscrizione dell’accordo entro dicembre 2025, una clausola ritenuta “vessatoria” e dannosa
il coinvolgimento paritario di tutte le sigle sindacali nella progettazione dei nuovi PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali).Elenco di criticità e proposte che anziché avvicinare avrebbe provocato una frattura ulteriore. La rappresentante Snami che avrebbe dovuto partecipare all'assemblea FIMMG si è vista revocare l'invito a poche ore dall'assemblea stessa. Un mancato confronto e una divergente posizione sul documento che porta quest'ultimo ad avere stampata una sola firma.
Elemento che potrebbe portare a rallentamenti ulteriori, per non dire stop, alla riforma dell’assistenza territoriale e dei percorsi integrati, in un momento in cui il territorio è chiamato a rispondere a sfide cruciali come la gestione della cronicità, l’appropriatezza prescrittiva e la continuità assistenziale.
Gi.Ga.

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